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Mims su disposizioni trasporto marittimo ed autotrasporto

Il ministero ha emesso una nota di chiarimento

Il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims) ed il ministero della Salute hanno emanato una nota di chiarimento sulle disposizioni in materia di certificazione verde Covid-19 (green pass) per i settori del trasporto marittimo ed autotrasporto delle merci al fine di contenere e gestire l'emergenza epidemiologica. Il testo precisa che fino al 31 dicembre 2021 si applicheranno le disposizioni contenute del Dpcm del 2 marzo scorso (che detta le misure di contrasto alla pandemia e di prevenzione del contagio da Covid-19) e relativi allegati e chiarisce alcuni aspetti legati al trasporto marittimo ed all’autotrasporto. 

Durante le riunioni con le associazioni di categoria e con le organizzazioni sindacali dei settori del trasporto tenutesi nelle settimane scorse (la prima delle quali il 9 settembre scorso alla presenza del ministro Enrico Giovannini), sono state discusse diverse tematiche legate all’aggiornamento dell’allegato 14 al Dpcm sulle linee-guida per la sicurezza dei lavoratori e l’uso del green pass da parte del personale impiegato nelle attività di trasporto marittimo ed all’autotrasporto di merci. 

Anas Anas

In particolare, per quanto riguarda l’autotrasporto di merci, in relazione all’ingresso nel territorio nazionale degli autotrasportatori provenienti dall’estero, la circolare precisa che, in linea con le raccomandazioni della Commissione europea in attuazione delle cosiddette “corsie verdi” (green lane) continuano ad applicarsi fino al 31 dicembre le disposizioni contenute nel Dpcm 2 marzo 2021. Per quanto riguarda il personale a bordo dei mezzi di trasporto provenienti dall’estero e non in possesso di green pass (o di altre certificazioni per vaccinazioni riconosciute dall’Ema o riconosciute equivalenti dal ministero della Salute) è consentito, come già previsto dalle regole vigenti, esclusivamente l’accesso ai luoghi deputati alle operazioni di carico/scarico delle merci a condizione che dette attività vengano svolte da altro personale.

Per quanto riguarda il trasporto marittimo la circolare specifica che, per garantire l’operatività delle navi e della catena logistica nazionale, con particolare riferimento a quelle che effettuano navigazione internazionale, nei confronti del personale impiegato a qualsiasi titolo a bordo di una nave di bandiera italiana, il cui porto di partenza, di scalo o di destinazione finale sia nel territorio italiano, l’imbarco o il rientro a bordo è da considerarsi “luogo di lavoro” ed avviene secondo le seguenti regole, verificate dal datore di lavoro: 

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