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trainItalo, corse prova a Bari e Trieste. Ma La Rocca vuole i fondi covid

L'ad: "da quattro mesi attendiamo che siano sbloccati 1,2 miliardi"

Ferrovie dello Stato Italiane

Proseguono le corse prova di Italo sia nel nord che nel sud Italia. Con la flotta sostanzialmente quasi tutta ferma per colpa della pandemia e i treni che al momento trovano posto a Cancello, essendo il deposito di Nola ovviamente pieno, la compagnia si porta giustamente avanti continuando a provare su Bari. Protagonista è sempre l'Etr 675 n.11, uno dei Pendolino Evo a disposizione della società. Anche nei giorni passati - ma sarebbe più corretto dire nelle notti passate, visti gli orari - il treno ha viaggiato tra Nola Interporto, Bari Centrale e Caserta. Secondo alcuni rumors, si starebbero abilitando i macchinisti di Napoli e Roma alla linea Adriatica e alla Caserta-Foggia in caso di futuri servizi a queste latitudini. La compagnia, del resto, sta facendo la stessa operazione, da sabato scorso, anche tra Venezia Mestre e Trieste Centrale, sempre con un Etr 675. Prima che possano esserci voli pindarici, tuttavia, giova tenere presente che per quanto sia chiaro che tutte queste tratte sono di interesse per Italo, al momento non c'è alcuna indicazione ufficiale su nuovi collegamenti a partire dal prossimo orario. La situazione potrebbe cambiare qualora variasse quella sanitaria ma al momento, con molte regioni chiuse e i servizi ridotti al minimo, sia da Italo che dal suo competitor, pensare che si stiano aprendo nuove rotte sarebbe decisamente fuori luogo.

Intanto, Gianbattista La Rocca, amministratore delegato di Italo, intervistato su Rai3 a Piazza Affari, è tornato a manifestare preoccupazione per l'emergenza creata dalla pandemia sul settore dei trasporti. Italo è stato, infatti, costretto a ridurre drasticamente la sua offerta a causa delle restrizioni: prima del covid i collegamenti erano 112 al giorno, dal 10 novembre sono 8. "La situazione è critica - ha affermato La Rocca - Siamo nelle stesse condizioni della scorsa primavera, quindi in uno scenario di lockdown. Lo dicono i numeri: oggi viaggeranno sui nostri treni non più di mille persone, mentre nello scenario pre-covid viaggiavano in media ogni giorno circa 60 mila persone. Una riduzione della domande del 95% destinata tra l'altro a peggiorare visto che altre 5 Regioni passeranno, a ore, in fascia arancione Noi stiamo facendo di tutto per mettere in sicurezza sistema ed azienda, ma abbiamo bisogno di un supporto concreto da parte del governo. Quando sarà passato questo momento di emergenza, ci auguriamo il prima possibile, e ci sarà una ripresa che necessiterà di tempo, dobbiamo evitare che non ne venga fuori una concorrenza indebolita - ha proseguito il manager - Tutti conosciamo e dobbiamo tenere a mente i vantaggi che ha portato la concorrenza in questo Paese, sia sociali che economici. Abbiamo accorciato le distanze tra le città, il prezzo è diminuito del 50%, la domanda raddoppiata in 8 anni. Dal punto di vista delle infrastrutture, la nostra azienda in dieci anni ha investito più di un miliardo e mezzo di euro".

Quanto all'operato del governo, La Rocca è tornato a ribadire che "da quattro mesi" attendiamo che siano sbloccati 1,2 miliardi del fondo covid destinati a tutto il settore ferroviario dal decreto Rilancio. Quel che è stato fatto, ha concluso il manager, "è necessario ma non sufficiente. Servirebbe piuttosto un'estensione del fondo covid, ma anche uno sconto sul pedaggio, cioè sulle tariffe che paghiamo per viaggiare sull'infrastruttura nazionale".