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Un indice per il turismo sostenibile

Creato da The data appeal company il nuovo Destination sustainability index

Scegliere una meta green e sostenibile per le proprie vacanze. È quello che aiuta a fare il nuovo Destination sustainability index, creato da The data appeal company. L'indice serve a misurare e monitorare l'impatto e l'efficacia delle azioni intraprese da qualsiasi destinazione del mondo a favore della sostenibilità, in linea con i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile adottati dai membri delle Nazioni Unite secondo l'Agenda 2030 e dei dati indicati dall'Etsi, il Sistema Europeo di Indicatori del Turismo.

"'Per creare il Dsi utilizziamo l'immenso data lake di cui siamo in possesso combinato con decine di fonti dati, risorse satellitari, rapporti nazionali sull'educazione e statistiche ufficiali sui trasporti'', spiega Mirko Lalli, ceo e fondatore di The Data Appeal Company.

Il Destination sustainability index è in grado di misurare alcuni aspetti fondamentali della sostenibilità turistica: l'ambiente, inteso come riduzione dell'impatto umano e la conservazione della biodiversità, ma anche la capacità delle imprese turistiche di abbracciare politiche volte al risparmio energetico, all'utilizzo di prodotti non inquinanti e al riciclo. Misura anche l'economia, intesa come la capacità delle aziende di ricondurre la produttività alla sostenibilità, e la valutazione dell'impatto del turismo sugli abitanti del luogo.

Anas Anas

Per calcolare questo indice il team di data analyst di Data appeal raccoglie e analizza una moltitudine di dati preziosi tra cui qualità dell'aria, livelli di CO2, cambiamento climatico e uso del suolo, densità di popolazione, salute e benessere psico-fisico degli abitanti, tipologia di spazi verdi urbani. Il Destination sustainability index può essere integrato direttamente in qualsiasi piattaforma di business intelligence esistente tramite Api. È anche disponibile sulla piattaforma di analisi territoriale Data appeal studio.

"'Questo può essere il punto di partenza per progettare un nuovo futuro del turismo: la pandemia ci ha aperto la strada a un grande ripensamento, e i temi messi sul piatto nel corso di Cop26 non possono non riguardare questo settore che rappresenta una delle economie trainanti del sistema globale", aggiunge Mirko Lalli.

Secondo l'ultimo studio del World tourism organization si stima che entro il 2030 i viaggiatori nel mondo sfioreranno quota 2 miliardi: ma il turismo di massa è responsabile dell'8% delle emissioni globali di gas serra, circa 4.5 gigatonnellate di anidride carbonica l'anno.

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