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Nuove regole sulla licenza comunitaria per autotrasporti

Fai-Conftrasporto a riassumere tutto quello che c'è da sapere

Dal 21 maggio scatta l'estensione dell'obbligo di licenza ai veicoli tra le 2,5 e le 3,5 tonnellate. A partire da quella data entrerà in vigore la modifica al Regolamento Ue 1072/2009 che estende l'obbligo della titolarità della licenza comunitaria, e del possesso delle relative copie conformi sul mezzo, per eseguire trasporti intracomunitari con i veicoli di quella massa.

È Fai-Conftrasporto a riassumere tutto quello che c'è da sapere, incluse alcune modifiche al Codice della strada introdotte dal ministero dell'Interno a dicembre tramite il decreto Infrastrutture.

Inizio della licenza comunitaria

In caso di rinnovo della licenza comunitaria avvenuto prima della scadenza, la validità della nuova licenza decorrerà dal giorno successivo alla scadenza della licenza rinnovata: se, invece, la licenza viene rinnovata dopo la scadenza, la data di inizio validità corrisponde alla data di rilascio. 

Imprese con veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate 

Non ci sono novità sostanziali legate al rilascio della licenza comunitaria per le imprese che dispongono di veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate, con o senza veicoli di massa superiore a 2,5 tonnellate e fino a 3,5 tonnellate. Le uniche novità sono quelle legate alla circostanza che il tetto massimo di copie conformi ottenibili da ciascuna impresa è dato da tutti i veicoli aventi massa superiore alle 2,5 tonnellate in disponibilità della stessa. 

Imprese con veicoli di massa superiore a 2,5 tonnellate 

Per quanto riguarda le imprese che dispongono solo di veicoli di massa superiore a 2,5 tonnellate e fino a 3,5 tonnellate, le domande per il rilascio della licenza comunitaria possono essere presentate a partire dal 2 gennaio scorso. Le licenze sono rilasciate seguendo il normale procedimento istruttorio: come data di inizio validità, riporteranno quella del 21 maggio 2022. Successivamente, l'impresa potrà richiedere le copie conformi.

Anas Anas

Le novità del decreto Infrastrutture

La novità dell'articolo 10 del nuovo Codice della Strada si riferisce alle modifiche in tema di veicoli eccezionali e trasporti in condizioni di eccezionalità, e riguarda il rilascio delle autorizzazioni fino a 108 tonnellate. Da un lato vengono fatte salve le autorizzazioni in corso di validità per i trasporti eccezionali con massa fino a 108 tonnellate, rilasciate prima dell'entrata in vigore delle nuove norme, prevedendo che per le stesse trovano applicazione le disposizioni vigenti al 9 novembre 2021. 

D'altro canto, si prevede che le autorizzazioni rilasciate dopo la data di entrata in vigore delle nuove norme, possono riferirsi esclusivamente ai veicoli o trasporti eccezionali con limiti di massa massimi di 86 tonnellate. Il ministero deduce che "le autorizzazioni per i trasporti eccezionali per massa fino a 108 tonnellate non potranno più essere rilasciate fino all'emanazione del decreto ministeriale che disciplinerà le specifiche tecniche e le modalità indispensabili per il rilascio delle autorizzazioni stesse". 

Articolo 61, sagoma limite

È relativa alla lunghezza massima degli autoarticolati a 18,75 metri, fermo restando l'idoneità certificata dei rimorchi, o delle unità di carico, al trasporto intermodale strada-rotaia e strada-mare. Anche questa novità ha fatto molto discutere, tanto da necessitare di un chiarimento fornito dal ministero dell'Interno. "La lunghezza massima degli autoarticolati e degli autosnodati è portata da 16,50 metri a 18,75. In funzione di tale nuovo limite e nel rispetto delle prescrizioni regolamentari da emanare, potranno essere immatricolati per la circolazione in ambito nazionale, autoarticolati ed autosnodati che raggiungono le dimensioni indicate", specifica il ministero.

"La modifica -prosegue la nota del dicastero- ha effetto tuttavia anche sulle norme riguardanti la corretta sistemazione del carico sui veicoli e quelle relative ai trasporti eccezionali. Infatti, poiché la modifica della lunghezza massima fa riferimento ad un limite di categoria, gli autoarticolati e gli autosnodati attualmente in circolazione potranno beneficiare di tale previsione e avere la possibilità di far sporgere longitudinalmente nella parte posteriore oggetti indivisibili, per 3/10 della lunghezza del veicolo, fino al raggiungimento del nuovo limite massimo di lunghezza fissato a m. 18,75, senza essere considerati trasporti eccezionali". 

"In sostanza -aggiunge il ministero- un autoarticolato, già immatricolato, lungo 16,50 metri, potrà avere una sporgenza posteriore dovuta al carico indivisibile fino al raggiungimento della nuova lunghezza massima di categoria di m 18, 75 e, quindi, al massimo per 2, 25 metri. In considerazione di tale nuovo assetto normativo, le autorizzazioni al trasporto eccezionale già rilasciate per autoarticolati con oggetti sporgenti posteriormente entro i limiti sopraindicati e le relative prescrizioni specifiche di circolazione sono da ritenersi non più efficaci".

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