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directions_carCambio della guardia in Edizione, i Benetton scaricano Gianni Mion

Lo storico manager avvicendato da Enrico Laghi ex commissario Ilva e Alitalia

La famiglia Benetton fa un passo indietro e scarica il suo storico manager Gianni Mion alla vigilia del rush finale per la cessione di Autostrade. Il consiglio d’amministrazione di Edizione, la holding della famiglia Benetton che controlla Atlantia (che a sua volta controlla Aspi), ha sostituito Mion, confermato presidente solo la scorsa estate. In attesa di trovare un nuovo amministratore delegato: al suo posto, per gestire il dossier Aspi, è stato scelto Enrico Laghi, esperto di diritto commerciale e finanziario ma soprattutto ex commissario di Ilva in amministrazione straordinaria e Alitalia.

La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di domenica, al termine di un cda di Edizione. "Di comune intesa - si legge nella nota ufficiale - Gianni Mion cesserà dalle cariche di amministratore e presidente della società entro il corrente mese". Contemporaneamente, Enrico Laghi viene "nominato amministratore e presidente del cda, con il mandato di supportare il consiglio nella prosecuzione e consolidamento di un percorso di rinnovamento e rafforzamento della strategia sociale". Laghi avrà le deleghe "in materia di supervisione e coordinamento strategico: dei principali progetti e dossier della società; del processo funzionale al percorso di rinnovamento e rafforzamento della strategia sociale; dei rapporti fra la società e le sue controllate o collegate nonché dei rapporti esterni della società; delle relazioni istituzionali e della comunicazione esterna", fa sapere la holding. 

"Si tratta di una scelta di chiara matrice tecnica - precisa la nota riportata da Il Fatto quotidiano - a favore di un professionista con uno spiccato approccio istituzionale, che gode della piena fiducia di tutti i componenti della famiglia e del consiglio di amministrazione, anche funzionale alla futura individuazione di una figura manageriale che possa accompagnare la società in un cammino di lungo periodo". Mion, "al quale va un particolare ringraziamento per una lunga collaborazione iniziata nel 1986 e (salvo un’interruzione fra il 2016 e il 2019) proseguita fino ad oggi, continuerà a supportare la società favorendo il passaggio di consegne a Laghi e fornendo il proprio apporto in relazione a specifiche attività della società di volta in volta concordate", conclude la nota.

Laghi, classe 1969, commercialista, revisore e professore di economia aziendale alla Sapienza di Roma è una figura ben conosciuta negli ambienti di politica e finanza. Definito il signore dei collegi sindacali, nella sua carriera ha occupato qualcosa come 81 poltrone all'interno degli organi di controllo di società pubbliche e private, senza contare decine di incarichi gestionali in vari consigli di amministrazione. Alcuni nomi? Acea Produzione, Prelios, HuffingtonPost, Pirelli e Unicredit, Beni Stabili, B4 Investimenti, amministratore unico della Studio Laghi srl (la sua società di consulenza), commissario giudiziale di Seat Pagine Gialle e liquidatore di C-Zone, Cqs Holding, Ktesios Holding e Lkts, società del gruppo Cqs, che era attivo nel settore dei finanziamenti garantiti ed era controllato dalla Cir di Carlo De Benedetti e dalla Banca Merrill Lynch.

L'avvicendamento di Mion potrebbe dipendere anche dall’ultima tranche dell’inchiesta aperta dalla procura di Genova su Autostrade dopo i 43 morti del 14 agosto 2018 a causa del collasso del viadotto sul Polcevera. Mion, non indagato, era stato intercettato mentre, dialogando con Giorgio Brunetti, professore veneziano emerito della Bocconi, spiegava: "Le manutenzioni le abbiamo fatte in calare, più passava il tempo meno facevamo… cosi distribuiamo più utili… e Gilberto e tutta la famiglia erano contenti". La famiglia di cui parla naturalmente è quella dei Benetton e Gilberto è l’imprenditore scomparso il 22 ottobre del 2018.

La sostituzione di Mion arriva nello stesso giorno in cui fonti vicine ad Autostrade hanno reso noto che la società ha approvato la nuova versione del Pef, il Piano economico finanziario, a seguito dei rilievi dell’Autorità regolazione trasporti e l’ha inviato al governo lo scorso giovedì. La necessità di rielaborare il Pef era scaturita lo scorso 22 ottobre: il ministero dei Trasporti aveva scritto ad Aspi, chiedendo di adattare il piano sulla base del parere che era stato formulato dall’Autorità il 14 ottobre. La proposta di Pef era già stata inviata da Aspi al governo per altre quattro volte, con varie modifiche. Il primo invio è del 23 luglio, dopo l’accordo tra Atlantia-Aspi e il governo raggiunto la notte del 15 luglio.

Secondo quanto riporta il Fatto quotidiano, oltre al Pef, Autostrade ha scritto sabato al ministero un'altra lettera, nella quale comunica di accettare anche l’Atto aggiuntivo (in pratica, il contratto che serve a recepire il nuovo Pef nella concessione vigente) nei termini proposti dal governo il 2 settembre scorso. In sintesi, Aspi ha accettato formalmente tutti gli atti proposti dal governo nella formulazione voluta dall’esecutivo: l’Atto transattivo per la chiusura della procedura di revoca (a inizio ottobre), la nuova versione del Pef sulla base dei rilievi Art (in settimana), l’atto aggiuntivo (nella giornata di sabato). Ora bisogna capire quali decisioni assumerà l’esecutivo sull’approvazione finale del Pef. Tenendo conto che Cassa depositi e prestiti ha già dichiarato che serve un Pef definitivo per formulare un’offerta vincolante su Aspi, e la scadenza per farlo è il 30 novembre. Il Piano economico finanziario è uno dei scogli della trattativa, insieme alla richiesta degli acquirenti - Cdp rileverebbe con i fondi Macquarie e Blackstone l’88% della società - di essere sollevati da tutte le responsabilità relative al passato.

Sul tavolo pendono anche i continui rialzi di prezzo richiesti da Aspi. Sia Cdp che i fondi hanno sempre confermato un range di prezzo tra 8,5 e 9,5 miliardi per il 100% di Aspi, valutazione, però, considerata inadeguata da Atlantia. Per gettare benzina sul fuoco, Tci, The children's investment fund, fondo nato a Londra nel 2003 a opera di Chris Hohn, prima porta oltre il 10% la sua partecipazione nella holding dei Benetton poi dichiara di valutare Autostrade 12 miliardi di euro, e non 9,5 miliardi, come offerto da Cdp e soci.