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directions_cartrainLa metro C chiude e Roma va in tilt

Calabria, Forza Italia: "È inaccettabile che una linea intera della metropolitana sia inservibile"

Ferrovie dello Stato Italiane

Tornano pesanti le critiche al trasporto pubblico di Roma. Questa volta a pagarne le spese sono stati gli utenti della metro C per cui l’inizio della settimana non è stato dei migliori. La linea, infatti, da Pantano a San Giovanni, è rimasta chiusa fino a dopo le 10 di questa mattina. L’interruzione del servizio è stata causata dalla mancanza del numero necessario di personale per tenere aperta la linea. Risultato? Il primo turno, che va dalle 5:30 alle 10:00, è andato deserto: gli operatori del secondo turno, invece, si sono regolarmente presentati al lavoro e il servizio è stato finalmente avviato. Per sopperire alla mancanza, Atac ha istituito un servizio navette sostitutivo che però non è riuscito a impedire il sovraffollamento: mezzi strapieni, dunque, cosa che in tempi di coronavirus è molto pericoloso.

Gli operatori di stazione, la cui assenza ha determinato la mancata apertura della linea, hanno mansioni collegate alla funzionalità della tratta, dato che la metro C è completamente automatizzata e non ha macchinisti: controllano il funzionamento delle scale mobili, seguono i flussi dei passeggeri sui monitor e assicurano, secondo Atac, il funzionamento della stazione. In un comunicato Atac ha spiegato: "Atac svolgerà accertamenti approfonditi per chiarire le ragioni che hanno provocato la mancata apertura della linea C della metropolitana per indisponibilità di personale. Il numero di agenti di stazione presenti a inizio turno, infatti, non era sufficiente per garantire l’esercizio in sicurezza della linea. Atac sta controllando i documenti giustificativi giunti in azienda da parte del personale assente, anche per valutare eventuali azioni davanti alle autorità".

Anche se l'azienda dei trasporti ha specificato ulteriormente: "Sono cose che non devono succedere, cercheremo di capire a fondo cosa è davvero successo", questo non è bastato a scatenare le critiche contro il sistema della mobilità capitolina. "La settimana si apre nel peggiore dei modi per il trasporto pubblico della Capitale: la linea C della metro è chiusa agli utenti per mancanza di personale. Nel momento in cui si predica ai cittadini il distanziamento e si contrastano gli assembramenti per ridurre i contagi da covid, È inaccettabile che una linea intera della metropolitana sia inservibile". La dichiarazione, senza tanti giri di parole, arriva da Annagrazia Calabria, deputato di Forza Italia. "I trasporti sono uno dei nodi nevralgici nella lotta al covid: è gravissimo che proprio nella Capitale si sottraggano ai cittadini delle possibilità di movimento anziché incrementare le corse. È doveroso che il sindaco Virginia Raggi si assuma la responsabilità di quanto sta accadendo", conclude Calabria.

A rincarare la dose arriva anche a dichiarazione, sullo stesso argomento, di un altro esponente politico, questa volta del Pd. "La mancata apertura della metro C rappresenta l'ennesimo fallimento dell'amministrazione Raggi - dichiara in una nota Daniele Parrucci, responsabile delle Politiche del lavoro del Pd Roma - La disastrosa politica del sindaco Raggi sulle aziende partecipate ha prodotto disservizi e disagi, con pesanti ricadute negative per i cittadini romani e per l'immagine della capitale del Paese. Roma non è governata e basta poco per creare gravi ripercussioni: la chiusura della metro C per tutta la mattina ha provocato un assalto alle navette, con bus sovraffollati e privi di qualsiasi rispetto delle prescrizioni anti-covid. Il Campidoglio doveva garantire un rafforzamento del trasporto pubblico per contrastare i rischi di contagio, ma scopriamo ancora una volta la fragilità di un sistema, come quello delle società municipalizzate, che è stato impoverito e defraudato nel corso degli ultimi anni per colpa delle scelte sbagliate del sindaco Raggi".