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directions_boatL'inspiegabile rinuncia italiana al transhipment

Il sistema dei porti all'evento per i cinque anni del forum Conftrasporto-Confcommercio, E un botta e risposta De Micheli-Sangalli

Fincantieri

La presentazione online del volume che racconta i cinque anni del Forum di Conftrasporto-Confcommercio ha un titolo inequivocabile: "L’Italia dei trasporti fra ritardi, storie di ordinaria burocrazia e grandi progetti". Ma l'evento, andato in onda oggi via streaming, è stato anche l'occasione per un confronto su dati e temi che riguardano il trasporto. Primo fra tutti, il sistema dei porti e della logistica che si confronta con l’entrata di nuovi operatori globali i quali intercettano e sfruttano anche i cambiamenti degli equilibri economico-politici su scala planetaria. La Cina detta tempi e modalità della nuova produzione e i porti del Nord Europa (Rotterdam, Anversa e Amburgo) che hanno dimensioni da 4 a 6 volte superiori ai nostri, la fanno da padroni. Il quadro che emerge non è dei più confortanti. In questo contesto, sottolinea Conftrasporto, emerge l’inspiegabile rinuncia dell’Italia al transhipment, con pesanti ricadute su alcuni porti, a cominciare da Gioia Tauro.

Nel 1995 le rotte transpacifiche valevano il 53% dei transiti globali e quelle di Asia-Europa il 27%: oggi le distanze si sono praticamente azzerate con una ripartizione, rispettivamente, del 45% e del 42%. Una crescita che, diversamente da quanto accade per altri Paesi europei, sembra non toccare l’Italia. Non solo: tra il 2011 e il 2019 il volume delle merci lungo il Canale di Suez è cresciuto del 48,8%, da 692 a 1.030 milioni di tonnellate, mentre quello del sistema portuale italiano nel complesso è diminuito dello 0,8%, da 481 a 477 milioni di tonnellate. Buona parte del traffico aggiuntivo in entrata da Suez si è diretto verso gli scali collocati lungo le coste orientali del bacino del Mediterraneo: per esempio, il traffico complessivo dei porti iberici è cresciuto del 37%. Tra i nostri punti deboli, la scarsa connettività, la modesta qualità del lavoro, e una riforma dei porti non ancora pienamente attuata.

Tra le buone pratiche, invece, Conftrasporto mette in risalto la digitalizzazione delle procedure per lo sdoganamento delle merci in entrata e in uscita (Agenzia delle Dogane), che ha sciolto molti nodi burocratici accelerando i tempi, e l’esperienza coraggiosa di alcuni sistemi portuali. È il caso di Trieste che, anche grazie al nuovo quadro giuridico definitosi con l’istituzione delle Autorità dei sistemi portuali, con un piano di sviluppo coordinato con quello degli interporti regionali, ha messo mano ala costituzione della Free trade zone e una forte intermodalità. In questo m odo, di fatto, lo scalo Giuliano è diventato oggi il principale accesso al mercato del centro-est Europa sia per i flussi del traffico oltre-Suez sia per quelli intra-mediterranei.

La presentazione del volume di Conftrasporto-Confcommercio è stata anche l'occasione per un breve botta e risposta tra il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli e Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio. "Le coperture per il piano infrastrutture per i prossimi 15 anni ci sono grazie anche alla quota di risorse del Next Generation EU, i fondi per sviluppo e coesione, piano Italia Veloce - ha assicurato il ministro De Micheli - Non abbiamo aspettato Godot. Basta guardare alla ricognizione dei cantieri aperti per vedere che in 14 mesi solo per Anas e Ferrovie ce ne sono per 17,5 miliardi. E questo nonostante la pandemia e i rallentamenti per il lockdown. I posti di lavoro in più sono 13.000 e le gare sono aumentate del 17,8 nei primi 10 mesi del 2020", ha sottolineato il ministro.

A sua volta, il presidente di Confcommercio Sangalli ha messo in luce come "l’ Italia avrebbe 90 miliardi di pil in più con lo stesso livello di accessibilità della Germania". Sangalli ha ricordato che per le realtà italiane con l’alta velocità ferroviaria "si è registrata una crescita del pil di oltre 7 punti percentuali in 10 anni di operatività .Trasporti e logistica sono imprescindibile condizione per l’economia, l’aorta al corpo del Paese - ha concluso Sangalli - e il buon funzionamento del settore è necessario per soddisfare la domanda di sostenibilità; per l’internazionalizzazione del sistema economico e per lo sviluppo del Paese".