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directions_carInternet of things, la nuova frontiera della sicurezza

I brand sviluppano sistemi con cui l'auto avverte chi guida sui punti critici delle strade

Il tema della sicurezza della mobilità è sempre più sulle prime pagine dei giornali. Eccesso di velocità e distrazione, sono solo due degli elementi che alimentano polemiche e, soprattutto, incidenti. Per mettere un freno ai pericoli, oggi più che mai, si comincia a fare affidamento sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, soprattutto quelle relative alla connessione, sia fra veicoli che fra veicoli e mondo circostante. L’obiettivo dichiarato è portare la sicurezza a un livello superiore. Il programma Safety Insights promosso negli Stati Uniti da Ford, per esempio, si propone di creare uno strumento capace di elaborare una mappa dettagliatissima del traffico e dei suoi intoppi (incidenti compresi) organizzando le informazioni raccolte dai veicoli connessi, dalle infrastrutture e da tutte le altre fonti disponibili. Pensate cosa potrebbe fare un sistema come questo a Roma, con le sue buche causa di tanti incidenti: con il sistema di Ford, chi guida potrebbe essere continuamente informato sulla situazione da un computer che conosce i punti critici delle strada e comunica direttamente con il traffico per prevenire e risolvere qualsiasi criticità.

Il sistema safety insights è già un passo avanti rispetto al Local hazard information sempre di Ford, ma anche al "Car2X traffic hazard alert" di Volkswagen e anche alla sperimentazione di Audi (a Ingolstadt e a Düsseldorf) del collegamento dell’auto con i semafori, sistema produttivo sia dal punto di vista della sicurezza sia da quello della gestione efficiente del traffico. La chiave della nuova era della sicurezza, insomma, è il matrimonio fra nuove tecnologie e connettività. Un binomio che ha già spinto i costruttori a consorziarsi su progetti ambiziosi: un esempio è l’accordo BMW-Ford-PSA-5GAAA-Qualcomm, un altro il progetto europeo Eebus, entrambi dedicati allo sviluppo IoT, l'internet delle cose, applicato alla mobilità.

La nuova frontiera, dunque, è quella di potenziare tutto ciò che serve per avvisare chi guida, evitandogli il più possibile le sorprese. Questo supera di gran lunga alcune funzioni già presenti nei sistemi di navigazione più evoluti attualmente in uso come il Coyote o alcune app per smartphone. Non solo. Anche la tecnologia della guida autonoma può essere uno stimolo potentissimo nella direzione della sicurezza 3.0, con l’uso dei sensori di prossimità e di algoritmi che segnalano l’eventualità di un urto e mettono in atto contromisure.

Nel caso della Mercedes S, per esempio, l'auto si alza automaticamente prima di essere colpita di lato. Da non dimenticare anche le telecamere e i radar capaci di vedere al buio e nella nebbia, visualizzando tempestivamente l’ostacolo, sia un ciclista che un pedone in avvicinamento. Meglio ancora se il segnale di pericolo viene inviato a tutte le parti interessate, cioè all’auto, che può frenare autonomamente, al pedone o al ciclista, che può scansarsi, e ai veicoli circostanti, sfruttando le potenzialità della rete 5G.