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Salvi i lavoratori della Caterpillar di Jesi

I sindacati hanno raggiunto l’accordo per il passaggio del sito all'automotive Imr-Industriale sud

Sono salvi i posti di lavoro alla Caterpillar di Jesi. Lo hanno annunciato i sindacati. "Lo stabilimento di Jesi continuerà a essere un sito industriale con produzioni diverse ma comunque in grado di salvaguardare tutti i posti di lavoro e in futuro di prospettare la possibilità di altre assunzioni -sottolineano Mirco Rota della Fiom-Cgil nazionale e Tiziano Beldomenico, segretario generale Fiom-Cgil Marche-. Lavoratori a cui è stato salvaguardato quasi tutto il loro stipendio maturato negli anni nonché i diritti normativi pregressi".

La vertenza, rivendica il sindacato così come riporta Ilfattoquiotidiano.it, è stata risolta positivamente grazie alla determinazione dei lavoratori: "È un importante risultato -spiegano ancora Rota e Beldomenico- che dimostra il fatto che anche quando una multinazionale decide di chiudere un sito, si possono trovare soluzioni concordate per continuare a lavorare e produrre senza rinunciare a diritto e salario".

Dopo 5 mesi di vertenza è stato raggiunto l’accordo che prevede il passaggio del sito Caterpillar Hydraulics Italia di Jesi alla Imr-Industriale sud, società del settore automotive con sede a Carate Brianza e diversi stabilimenti in Italia e in Europa. I 189 dipendenti che Caterpillar voleva licenziare continueranno a lavorare e porteranno con sé tutti i loro diritti. Il progetto industriale di IMR-Industriale sud sarà avviato da giugno e accoglierà a bordo tutti i lavoratori di Caterpillar che decideranno di accettare di passare nella nuova realtà.

Lo stabilimento marchigiano, dunque, resterà in attività con gli stessi livelli occupazionali, dopo che a dicembre 2021 la multinazionale ne aveva annunciato la chiusura aprendo, tra l’altro, una procedura con una condotta antisindacale. L’accordo prevede il mantenimento del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici, l’anzianità maturata, l’articolo 18 in materia di licenziamento, il livello di inquadramento e degli scatti di anzianità maturati. Garantito anche il "diritto di precedenza per coloro che erano occupati con un contratto di lavoro in staff leasing", spiegano i metalmeccanici della Cgil.

Previsto, inoltre, il riconoscimento di 7.500 Euro a seguito della conciliazione individuale, il pagamento del Tfr maturato, non meno di 1.500 Euro di premio di risultato e circa 100 Euro al mese di "premio fisso" mensile, oltre al superminimo individuale per i lavoratori operai e dei superminimi individuali per i lavoratori impiegati nella misura del 50% con una soglia minima garantita pari a 150 Euro al mese.

Le stesse condizioni, spiega il sindacato, si applicheranno anche alle eventuali nuove assunzioni. Non solo. Nell’accordo sono state inserite penali casomai Imr-Industriale sud non dovesse rispettare gli impegni presi con sindacati e ministero dello Sviluppo economico, facendo marcia indietro nei primi 36 mesi di attività, quindi prima di giugno 2025. Tra le altre garanzie previste, il riconoscimento nei confronti dei lavoratori da un minimo di sei mensilità, in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, fino a un massimo di 30 mensilità per il mancato rispetto degli impegni assunti da Imr.

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