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directions_boatIl trasporto marittimo non può fare affidamento sulle banche

Secondo Fabrizio Palenzona, presidente onorario di Conftrasporto, finanziamenti e capitalizzazione devono arrivare da mercato ed equity

Fincantieri

"Il Piano di rilancio del trasporto marittimo non può più fare affidamento sulle banche. Ma su strumenti diversi di finanziamento e capitalizzazione che devono arrivare da mercato ed equity. In questo senso, il sostegno della Cassa depositi e prestiti in favore del settore si muove nella direzione giusta". Lo ha detto Fabrizio Palenzona, presidente onorario di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio. "Le banche non possono farlo - puntualizza Palenzona - Non perché non siano capaci e solide, ma perché devono rispettare regole che non consentono alle stesse di agire come in passato a sostegno dell’imprenditoria".

Palenzona ricorda anche gli errori compiuti dal sistema creditizio e dagli armatori prima del 2008, cioè della crisi finanziaria che ha messo a nudo i loro limiti. "Il trasporto marittimo è per natura ciclico, tuttavia all’inizio degli anni 2000 c’è stata una corsa ai cantieri, avallata dalle banche, per costruire nuove navi in un momento in cui c’era un boom dei trasporti, poi è arrivata la crisi finanziaria del 2008 e il sistema ha fatto crush", sostiene il presidente onorario di Conftrasporto.

Per tutti questi motivi, secondo il numero uno di Conftrasporto, "le banche oggi non sono in grado di aiutare l’armamento italiano, se non nella parte in cui riescono a fare il proprio mestiere, quello del debito, soprattutto ordinario, che il sistema può elargire". L’altro limite, avverte Palenzona, sono le dimensioni delle aziende del settore: "C’è bisogno di sviluppare in grandezza le nostre imprese per accedere ai capitali. Tuttavia, come tutte le crisi anche questa porta delle opportunità: basta guardare le politiche degli aiuti di stato messe in campo in Europa a causa del covid sia per la cantieristica navale sia per le imprese. È il motivo per cui penso che il piano di Cassa depositi e prestiti rappresenti il segreto per ricominciare a competere nel settore armatoriale", conclude Palenzona.