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directions_cartrainflightCovid, nel nuovo dpcm tutti contro la mobilità

Il timore è l'assalto a treni e aeri in vista delle feste natalizie

Ferrovie dello Stato Italiane

Il governo è al lavoro per definire gli ultimi passaggi del nuovo dpcm in vigore dal 4 dicembre per tutto il periodo delle feste natalizie. Sul banco degli imputati, sale il trasporto, la mobilità. La paura è lo spostamento fra regioni in virtù delle feste natalizie. Tutto perché, questa volta, è assolutamente vietato ripetere gli errori dell'estate scorsa, come continuano a ribadire il premier Giuseppe Conte, i ministri della Salute e degli Affari regionali, Roberto Speranza e Francesco Boccia. A rischio il cenone della vigilia con il coprifuoco confermato alle 22, per evitare tavolate tra parenti e spostamenti vari.

Tra i principali nodi da sciogliere, appunto, c'è quello degli spostamenti tra regioni (anche gialle) con il dubbio sui ricongiungimenti familiari. Tra le ipotesi c'è il divieto di spostarsi tra zone gialle a partire dal 19, in modo tale da disincentivare veglioni e assembramenti. Ma il timore è che si crei comunque l'effetto imbuto su treni, aerei e autostrade. Allo studio una deroga per i ricongiungimenti dei parenti di primo grado, oltre a chi ha la residenza, per non lasciare soli gli anziani. Come ha dichiarato il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, in un'intervista riportata da Il Fatto Quotidiano, durante le prossime settimane potremo concederci "pochissime libertà", perché i dati dei contagi "sono di una precarietà straordinaria".

È per questo che i divieti per Natale a cui sta lavorando il governo vanno compresi "con attenzione dai cittadini". A partire dal nodo degli spostamenti tra Regioni. Una delle ipotesi è quella di vietarli a partire dal 19 dicembre, cioè una settimana prima di Natale, per evitare l’assalto ai trasporti. Purtroppo, dice Miozzo, "il rischio che i cittadini prendano d’assalto treni e aerei rimane. Il dramma è che gli spostamenti sono una delle principali cause di diffusione del contagio, perché generano movimenti di persone anche tra nuclei non conviventi". Un certo ottimismo riguarda gli aerei. "A differenza di altri mezzi, va detto che sugli aerei c’è frequente ricambio di aria. Poi sia a bordo, sia negli aeroporti le regole sono molto rigide e le compagnie hanno tutto l’interesse a farle rispettare", sottolinea Miozzo.

Intanto, a sentire le indiscrezioni, si va verso un'Italia monocolore, un'unica zona gialla ma rinforzata. In questo caso sembra definitivo il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle in fascia gialla. Il governo, al momento, sarebbe intenzionato a lasciare la porta aperta ad alcune deroghe, come il ritorno a casa dei residenti e favorire chi vuole trascorrere cenone e pranzo di Natale con i propri cari che vivono in un'altra città, ma solo nel caso in cui si tratti di un parente malato o genitori anziani soli. E previa autocertificazione.

Altro tema che fa discutere è quello della scuola: l'orientamento prevalente del governo sarebbe quello di far rientrare tutti i liceali in classe dal 7 gennaio, passate le feste. Ma c'è chi insiste, in particolare M5S e Iv, per una riduzione graduale della didattica a distanza per gli studenti delle superiori già da dicembre, forse dal 14. Il ministro per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, si aspetta "un piano di organizzazione dei trasporti locali e dei servizi sanitari dedicati per la scuola che permetta di arrivare già dai primi giorni di dicembre a una forma di didattica quanto meno integrata per le scuole che adesso sono in dad al 100%". Intanto, da venerdì scorso, Lombardia, Piemonte e Calabria da rosse sono diventate arancioni. Negozi e ristoranti riaprono così al pubblico dopo circa un mese di stop dall'ultimo decreto e da domani gli studenti delle medie faranno lezione in classe (eccetto il Piemonte). Cambio di colore anche per Liguria e Sicilia, ora gialle.

Niente vacanze di Natale sulla neve e niente chiusura dei confini nazionali. Il governo è alla ricerca di una soluzione europea sugli impianti sciistici. Per coloro che decidessero di andare sulle piste straniere, nei paesi che lo permettono come la Svizzera, "saranno sottoposti a quarantena al ritorno", ha detto il ministro Luigi Di Maio. Nelle regioni in cui è possibile fare test anti-covid a pagamento, senza ricetta medica e senza fine infinite nei drive-in, è corsa al tampone rapido per trascorrere il Natale in tranquillità con i propri familiari. Sono già migliaia le prenotazioni per la settimana di Natale soprattutto per chi lavora o studia fuori e rientrerà nella città di residenza per trascorrere le feste. Vietato il Natale al ristorante, perché per il 25 dicembre il governo valuta di tenere i ristoranti chiusi. E allora scatta il piano B degli italiani che prevede un piccolo e legale escamotage: i ristoratori possono mettere a disposizione l'ospitalità alberghiera, così da poter permettere la cena fuori anche quando non si potrebbe.