In poche ore il comparto dell’autotrasporto italiano è passato dall’apprensione ad uno stato di allerta massimo per il repentino e consistente aumento del prezzo del gasolio. Assotir ha inoltrato una segnalazione urgente al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, chiedendo un intervento coordinato con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per contrastare speculazioni sul mercato e garantire la massima trasparenza sugli incrementi tariffari.
Secondo il segretario generale di Assotir, Claudio Donati, in tre giorni si sono registrati incrementi fino a 0,30 €/litro, con un’ulteriore rincarazione di circa 0,10 €/litro attesa dal 5 marzo. Le anomalie segnalate arrivano dal territorio con variazioni regionali significative: oscillazioni che partono da +0,10 €/litro in Lombardia fino a +0,24 €/litro in Sicilia; inoltre risultano i primi disservizi logistici nelle forniture in Campania e Lombardia.
L’associazione sottolinea l’impatto diretto sul piano economico e finanziario delle imprese: un mezzo pesante che percorre 100.000 km/anno, con un consumo medio di 1 litro ogni 3 km, assorbe circa 33.000 litri di gasolio.
Ogni aumento di 0,10 €/litro si traduce dunque in un maggior costo operativo superiore a 3000 €, mentre uno scostamento di 0,30 €/litro può avvicinarsi ai 10.000 € per veicolo. Oltre alla difficoltà di trasferire questi oneri nelle tariffe di trasporto, emergono criticità immediate sulla liquidità aziendale e sulla capacità di rispettare impegni finanziari e coperture assicurative legate all’acquisto carburante. Assotir chiede misure tese a stabilizzare il mercato, controlli antitrust sui casi sospetti di speculazione ed un confronto urgente con le istituzioni per proteggere la continuità operativa delle imprese di autotrasporto.