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trainIl far west dei regionali Trenord

I treni stanno diventando ingovernabili, anche di giorno

Ferrovie dello Stato Italiane

L'effetto covid sta avendo pesanti ripercussioni anche sulle linee ferroviarie. Il calo dei passeggeri, soprattutto, sta portando danni inaspettati. In Lombardia, per esempio, i treni regionali stanno diventando terra di nessuno anche di giorno. Lo mette in risalto un articolo del quotidiano Il Giorno. Senza impiegati e studenti, a casa per lo smart working, o per seguire le lezioni, le linee regionali e quelle del passante si sono popolate soprattutto, di ubriaconi, senzatetto e rider. I piani superiori delle carrozze a sono stati trasformati in bivacchi mobili con persone che non indossano la mascherina. Ci sono poi corridoi di treni invasi dalle biciclette dei fattorini: il regolamento di Trenord prevede che su alcuni treni solo le ultime due vetture siano dedicate al trasporto dei mezzi dei lavoratori del food delivery. Eppure non è così.

Il quotidiano riporta la testimonianza di un controllore, secondo cui "il regolamento parla chiaro ma è difficile farlo rispettare. Glielo diciamo ai rider, ma non ti ascoltano, oltre a viaggiare senza biglietto. Bisognerebbe chiamare ogni volta le forze dell’ordine ma non sempre intervengono. L’unica alternativa, allora, sarebbe quella di fermare il treno perché non ci sono le condizioni per viaggiare in sicurezza. Ma non è una soluzione che si può applicare sempre".

Trenord aveva previsto di far partire dal 3 giugno il divieto di trasporto delle biciclette sui treni proprio per la dimensione del fenomeno. Ma, a causa delle numerose proteste c’è stato poi un passo indietro, dopo qualche settimana. La situazione, però, nel frattempo, è diventata sempre più incontrollabile. Non mancano quotidianamente le aggressioni a danno di personale di bordo e viaggiatori: l’ultimo episodio è avvenuto a mezzanotte del 17 novembre, all’altezza di Abbiategrasso, con un raid di tre sudamericani che hanno picchiato e derubato della pistola d’ordinanza una guardia giurata.

La stessa Trenord è consapevole che la situazione sia diventata grave. In una lettera inviata alla fine dello scorso mese a tutti i prefetti della Lombardia, l’Ad della società, Marco Piuri, aveva puntato il dito contro "sbandati, tossicodipendenti, persone senza fissa dimora, che spesso bivaccano sui treni senza avere necessità di recarsi in alcun luogo preciso".

Lasciare il compito di far rispettare le regole al solo personale di bordo, anche a fronte delle continue e numerose aggressioni subite, non è possibile, come sottolinea Mauro Carelli, segretario regionale del sindacato Fast Confsal. "Non si può pensare che un capotreno risolva da solo questo problema di ordine pubblico. Dovrebbe essere affiancato dalle forze dell’ordine o dalle guardie giurate. Di queste ultime non se ne può fare carico Trenord, che calcola, per il 2020, circa 200 milioni di euro di mancati incassi: tocca alle istituzioni mettere in campo risorse ad hoc", spiega Carelli.