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directions_carDescalzi: non si torna più indietro

Il covid non può fermare globalizzazione e scambi secondo l'ad appena rientrato dalla Libia

Il mondo globalizzato che c'era prima del covid non è destinato a finire a causa della pandemia. Lo ha detto l'ad di Eni Claudio Descalzi intervenendo al webinar de Il Messaggero dal titolo Obbligati a crescere - I nuovi confini dell'economia. "Noi siamo un'azienda globale - ha osservato Descalzi - e diventa per noi difficile chiuderci su noi stessi anche perché il mondo dell'energia è globale. Ci sono pochi paesi autosufficienti e quindi bisogna importare prodotti, ci sono tecnologie disseminate in diversi paesi. Noi facciamo sinergie, realizziamo accordi per le tecnologie. Quando siamo noi a svilupparle le condividiamo".

La pandemia ha portato certamente a "un rallentamento nei trasporti, nelle dinamiche di connessione tra gli stati, però ritengo che dopo anni di sviluppo e intrecci globalizzanti sarà molto difficile tornare indietro", ha evidenziato Descalzi, "non credo sia possibile e utile". Per l'ad di Eni "la situazione attuale non può rappresentare il futuro, ci sono cambi veloci e repentini. Penso che la globalizzazione e gli scambi continueranno", dice Descalzi. Che aggiunge: "I fondi del recovery fund sono un'occasione unica. Penso, però, che avere dei fondi non basta, bisogna avere dei progetti maturi, progetti prioritari per il Paese che bisogna avere la capacità di sviluppare, evitando scelte ideologiche ed essendo pragmatici".

"Bisogna avere anche le norme per accompagnare e sviluppare nuovi prodotti verdi, blu, bio - sottolinea ancora Descalzi - Il fondo è importante, deve arrivare e penso che arriverà, ma deve passare per progettualità e competenze per applicare le cose". Il manager ha poi sottolineato l'importanza dell'economia circolare, determinante per ridurre la dipendenza dell'Italia dall'importazione di gas e petrolio: "L'economia circolare - dice Descalzi - ci dà un'autonomia energetica e ci rende anche più puliti. I fondi sono importanti ma ci vogliono progetti e persone competenti". L'importante, secondo l'ad di Eni, è essere consapevoli che questa transizione verso un'economia green non possa avvenire in pochissimo tempo. L'Italia importa 74 miliardi di mc di gas all'anno che non possono sparire in un anno e importa tutto il petrolio che utilizza e dobbiamo tenerne conto", spiega Descalzi, appena rientrato dalla visita a Tripoli dove, il 30 novembre ha incontrato il capo del Consiglio di presidenza del governo libico di unità nazionale, Fayez al-Sarraj. Scopo della visita è stato discutere del costante supporto di Eni al paese per quanto riguarda l'accesso all'energia e la continuità del business.

Descalzi ha confermato a al-Sarraj il pieno impegno della società per quanto riguarda le attività operative e i progetti nel paese, con particolare focus sullo sviluppo del gas, rinnovando anche l'impegno di Eni nel campo sociale, in particolare nel supporto a National Oil Corporation per quanto riguarda la fornitura di attrezzature medicali di protezione, diagnosi e trattamento essenziali nella risposta contro la pandemia di covid-19. L'ad di Eni aveva precedentemente incontrato il presidente di Noc, National oil corporation, Mustafa Sanalla, con il quale ha fatto il punto sullo stato dei progetti di Eni in Libia dedicando particolare attenzione ai progressi dei progetti gas che consentiranno di estendere il plateau di produzione di Bahr Essalam nei prossimi anni, assicurando l'approvvigionamento di gas al mercato locale di cui Eni continuerà a essere il principale fornitore nei prossimi anni.

Le parti hanno discusso dell'avvio di progetti pilota nelle rinnovabili: l'introduzione, per la prima volta, di energie rinnovabili in Libia risponderà all'aumento della di energia elettrica per la popolazione senza aumentare il consumo locale di idrocarburi e le emissioni di CO2. Decsalzi, inoltre, ha espresso appezzamento per gli sforzi compiuti dal presidente di Noc per riprendere in sicurezza la produzione e l'esportazione di petrolio da tutti i giacimenti petroliferi onshore, inclusi quelli partecipati da Eni, come El-Feel e Abu-Attifel, e il continuo impegno di Noc nel garantire la continuità operativa, il supporto logistico e la turnazione nei siti operativi. Eni è principale produttore internazionale di idrocarburi in Libia, dove attualmente ha produzione netta di 170.000 barili di petrolio equivalente al giorno.