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directions_boatCrociere verso lo stop. Ma c'è chi dice no

Secondo la fronda in maggioranza, "le compagnie di navigazione hanno dimostrato di sapere tutelare meglio di altri la salute dei passeggeri"

Fincantieri

Le crociere sono sospese dal 21 dicembre fino al 6 gennaio. Il provvedimento è contenuto nella bozza del dpcm inviato alle regioni in vigore da domani. "A decorrere dal 21 dicembre 2020 e fino al 6 gennaio 2021 sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana, aventi come luoghi di partenza, di scalo ovvero di destinazione finale porti italiani", scrive il ministero sulla bozza del nuovo dpcm che sta circolando. Dal 20 dicembre al 6 gennaio è anche vietato fare ingresso nei porti italiani alle società di gestione, agli armatori ed ai comandanti delle navi passeggeri di bandiera estera impiegate in servizi di crociera.

In sostanza, si va verso uno stop alle crociere nel periodo natalizio e di fine-inizio anno. Sarebbe questa, secondo diverse fonti politiche, la mediazione trovata all’interno del governo. Una soluzione che non piace per niente alla parte dell’esecutivo più vicina al trasporto marittimo. "Che senso ha fermare le navi, quando le compagnie hanno dimostrato di sapere tutelare meglio di altri la salute dei passeggeri in questi mesi di attività?", si chiedono alcuni esponenti della maggioranza.

Le altre misure che saranno adottate all’interno del prossimo dpcm sono note: ristoranti aperti a pranzo anche a Natale e Capodanno, coprifuoco alle 22 e divieto di cenoni negli alberghi il 31 dicembre. E ancora, il divieto di spostarsi da una regione all’altra se non per lavoro o salute, per raggiungere la residenza o per «necessità», autocertificate, come quella di assistere un genitore solo. Il divieto di uscire dal proprio comune il 25 e 26 dicembre. E la raccomandazione a non sedersi a tavola, anche dentro casa, nelle festività con persone non conviventi.

Tra poche ore sapremo esattamente cosa deciderà il governo: nel frattempo, comunque, la linea dura adottata è già chiara: dal 21 dicembre al 7 gennaio (ma le date potrebbero ancora variare) limitazione degli spostamenti e lotta agli assembramenti, a partire dalla chiusura delle piste da sci. Ma non tutto è deciso. Il decreto servirà anche a consentire al prossimo dpcm di durare più di trenta giorni (si discute se porre il limite a 45, 50 o 60), per poter coprire le festività almeno fino alla Befana.