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Transport press agency

directions_boatIn Turchia il più grande "cimitero" di navi da crociera

Il coronavirus ha intensificato i lavori dei cantieri

Un intero settore messo in ginocchio: una definizione del genere è perfetta per qualsiasi comparto economico in giro per il mondo se si esaminano gli effetti della pandemia da coronavirus, ma nel caso dei trasporti marittimi le cose sono molto più serie. Le preoccupazioni di viaggiare a bordo di qualsiasi mezzo di trasporto sono crescenti e a risentire sono state, tra le altre, le crociere. 

Ecco perché sta destando una certa sensazione il “cimitero” delle navi da crociera che si è ingigantito progressivamente in Turchia, per la precisione nella zona occidentale del Paese. Si sta parlando del molo di Aliaga, città non lontana da Smirne e che caratterizza appunto la costa ovest della nazione anatolica. Proprio qui vengono smantellate finestre, pavimenti, ringhiere e altre componenti di questi “colossi” del mare e quelle che sono già state smontate ad Aliaga sono destinate a crescere nel corso delle prossime settimane (si parla di tre navi pronte per l’approdo). 

Prima che divampasse l’emergenza sanitaria che tutti stiamo affrontando, i cantieri attivi in questa zona della Turchia per la demolizione avevano ovviamente meno lavoro da sbrigare e inoltre non si occupavano nemmeno delle navi da crociera. Queste ultime sono giunte da diverse parti del mondo, a partire dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna e anche dall’Italia. In questo periodo storico sono impegnati 2500 operai che devono far fronte a 1,1 milioni di tonnellate di acciaio e ferro smantellati (a gennaio erano “soltanto” 700 mila tanto per farsi un’idea).