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directions_cartraindirections_boatflightTutta Italia in zona rossa? Le possibili modifiche alla mobilità

Il Governo sta valutando i provvedimenti da adottare

Ferrovie dello Stato Italiane

Nel corso della giornata di ieri, domenica 13 dicembre 2020, è trapelata la notizia di un nuovo Consiglio dei Ministri per valutare eventuali modifiche alle restrizioni già imposte per evitare l’ennesima ondata del coronavirus. Il Governo Conte sta valutando nuove previsioni e misure da mettere in atto nei giorni festivi che si stanno sempre più avvicinando. L’ipotesi di cui si discute e discuterà ancora nei prossimi giorni è quella di "trasformare" l’Italia intera in una zona arancione o zona rossa complessiva, per lo meno il 25 e 26 dicembre e il primo gennaio. Questo vuol dire che ci potranno essere dei cambiamenti per quel che riguarda gli spostamenti, con tutte le limitazioni del caso. Nel corso della giornata odierna, lunedì 14 dicembre 2020, si svolgerà una fondamentale riunione con il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e il Cts (Comitato tecnico scientifico), così da valutare tutte queste misure, per il momento soltanto ipotetiche.

L’idea è quella di consentire gli spostamenti e la mobilità solamente nei giorni principali di queste festività natalizie, ma non è nemmeno esclusa l’opzione più "estrema". Si sta parlando di una intera zona rossa che eviterebbe assembramenti e renderebbe più complicati i trasporti. L’esecutivo sembra essere intenzionato a fissare delle deroghe soltanto per gli spostamenti tra comuni di piccole dimensioni, con un massimo di 5 mila abitanti. I movimenti potrebbero essere limitati a un raggio massimo di 30 chilometri, una cifra che qualche esponente politico vorrebbe ridurre ulteriormente all’insegna del massimo rigore. In ogni caso saranno i prefetti a decidere se e dove bloccare la circolazione. Per esercizi commerciali e locali pubblici ci sarà la chiusura, con la sola apertura di farmacie, tabacchi ed edicole per consentire lo svolgimento dei servizi utili. Non è esclusa, infine, l’anticipazione di questi provvedimenti già il 19 oppure il 20 dicembre, come anche l’ipotesi di far slittare tutto a giornate maggiormente a ridosso del Natale.