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trainTrenord: i principali dubbi e le critiche sui treni a idrogeno

Non sono pochi gli scettici su questo progetto

Ferrovie dello Stato Italiane

Trenord ci crede davvero ma non mancano i dubbi e le perplessità: i tanto decantati treni ad idrogeno, il futuro del trasporto ferroviario, non convincono i più scettici per diversi motivi. Durante un rapido periodo di consultazione pubblica, dal 24 novembre al 21 dicembre 2020, i soggetti interessati e gli stakeholders potranno inviare osservazioni o presentare proposte in merito alle Linee guida preliminari della Strategia, scrivendo al Mise. Il primo impianto dovrebbe essere realizzato tra il prossimo anno e il 2023, però i critici hanno sottolineato come ci si sarebbe aspettata qualche alternativa elettrica. In particolare, con 50 milioni di Euro la line poteva essere elettrificata e con altri 60 milioni sarebbe stato possibile acquistare altri treni con questa alimentazione e per nulla inquinante. Un altro aspetto che fa storcere il naso è quello dell’assenza di un piano di esercizio che spieghi per filo e per segno quali sono gli orari e le frequenze di questi convogli.

Dato che c’è il coinvolgimento della francese Alstom, non si impiegherà alcuna tecnologia ferroviaria del nostro Paese, un dettaglio che ha fatto insorgere coloro che non riescono a nascondere l’orgoglio patriottico. Un ulteriore chiarimento da fornire è quello che riguarda la sostituzione dei treni diesel, vale a dire quelli della linea Brescia-Iseo-Edolo che risale agli anni Novanta del secolo scorso, come precisato da Fnm. Di questa flotta, però, fanno parte anche mezzi di nove anni e altri degli anni Ottanta, il che significa che il rinnovo è già avvenuto da tempo, senza dimenticare l’acquisizione di due treni Pesa nel 2014 da parte di Regione Lombardia e Provincia di Brescia. Per molti l’impressione è quella di un’operazione soltanto di facciata. L’ecologismo decantato non sarebbe dunque autentico e si potrebbe puntare su altre tecnologie green più efficienti e a buon mercato. In gergo tecnico questo tipo di comportamento viene definito "greenwashing", di solito associato a imprese, amministrazioni pubbliche e altre istituzioni politiche intenzionate a costruire un’immagine di loro che non corrisponde ai reali obiettivi da raggiungere.