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directions_carConfetra Liguria lancia l'allarme infrastrutture

Laghezza: "incapacità e ritardi minano il sistema Italia"

Un miliardo di danni piombati sulle spalle del comparto logistico ligure. Prima il crollo del ponte Morandi, poi i reiterati blocchi della rete autostradale, ora le conseguenze di una nevicata "non prevista". Ma per Alessandro Laghezza, presidente di Confetra Liguria, i dati resi noti di recente dal Comitato salviamo Genova e la Liguria, rappresentano solo la punta dell’iceberg.

Era inizio dicembre 2020 quando il Comitato di cui fanno parte rappresentanti di tutte le categorie economiche, ha fatto la lista della spesa dei danni subiti dalle categorie economiche liguri tra perdita di fatturato e maggiori costi sostenuti in seguito ai disagi patiti per i cantieri autostradali in Liguria che da dicembre 2019 a luglio 2020 hanno messo in difficoltà circolazione ed economia: quasi un miliardo di euro, secondo il comitato, tra 231 milioni per gli spedizionieri, 154 per l'industria manifatturiera e i terminalisti, 257 milioni per turismo e commercio, 317 per l'autotrasporto e 5 milioni per l'agricoltura. Che fa un totale preciso di 964 milioni.

Oggi, Laghezza, presidente di Confetra Liguria ma anche imprenditore al porto di La Spezia ed esperto in dogane e logistica, lancia un vero e proprio grido d'allarme. "La Liguria e tutto il nord ovest italiano - denuncia Laghezza - non sono solo chiamati a subire danni frutto di contingenze negative, ma scontano una perdita di efficienza e competitività. Una perdita che si riverbera su tutto il sistema produttivo italiano. Parliamo di anni e anni di colpevole e mancata pianificazione delle nuove opere e quindi di un funzionamento razionale della rete degli approvvigionamenti e della distribuzione".

"Torniamo a parlare della bretella autostradale di Genova e si scopre in queste ore che di certo non vi è nulla - prosegue Laghezza - Torniamo a parlare del raddoppio della ferrovia Pontremolese e si scopre che non rientra nella pianificazione del governo. Esultiamo perché il Terzo Valico, forse, a fine 2023, a quasi 110 anni dal primo progetto, sarà completato: intanto, il tratto svizzero del corridoio Reno-Alpi entrerà in funzione nel 2021. Al di là degli sviluppi del confronto in essere in seno al governo, è evidente - dice Laghezza - che per poter gestire le ingenti risorse del Next generation plan occorre un totale cambio di approccio e di passo".

Secondo il presidente di Confetra Liguria, lo stato di indifferenza e inadeguatezza ha abbracciato, in questi anni, l’intero sistema delle istituzioni, salvo rare eccezioni, senza risparmiare il mondo dell’associazionismo che è stato spesso incapace di reagire. "Non è solo il debito pubblico - sostiene Laghezza - che lasciamo in eredità ai nostri figli ma anche un paese obsoleto, bloccato e incapace di decidere; le infrastrutture sono lo specchio di questa situazione ma anche il campo di battaglia su cui costruire il futuro. Se perdiamo lì non abbiamo chance".