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directions_carTrasporti: entro fine anno soluzione per scuola

Pizzimenti: "In Fvg non è stato presentato praticamente alcun piano"

"Nei prossimi giorni si svolgeranno le ultime consultazioni con i prefetti perché dobbiamo e vogliamo chiudere entro fine anno la partita del trasporto pubblico locale riferito alle scuole. Tutti devono fare sacrifici, anche se non si tratta di un problema di risorse: con i fondi già stanziati a bilancio, infatti, riusciremo a coprire le esigenze temporanee; per le altre, invece, bisognerà attendere gli stanziamenti da Roma". Lo ha reso noto in sede di IV Commissione consiliare, presieduta da Mara Piccin (FI), l'assessore regionale a Infrastrutture e Territorio, Graziano Pizzimenti, nel corso dell'audizione - richiesta dai consiglieri dem Mariagrazia Santoro, Nicola Conficoni e Diego Moretti - incentrata sul tpl, con particolare riferimento alle tratte interessate dal trasporto degli studenti in vista della riapertura degli istituti nel gennaio 2021.

"L'argomento crea grande preoccupazione - ha sottolineato Santoro in fase introduttiva - e auspico che sia possibile fare chiarezza dopo la serie di cambiamenti di rotta da parte dell'Amministrazione regionale. Se è confermata la riapertura delle scuole il 7 gennaio, vorremmo comprendere se la Regione Fvg sia davvero pronta".

L'esponente del Pd, dopo aver ricordato la storia degli ultimi mesi e alcune dichiarazioni dello stesso Pizzimenti ("che ha sottovalutato le problematiche"), ha fatto alcuni parallelismi con la situazione nel vicino Veneto, aggiungendo che "in Fvg non è stato presentato praticamente alcun piano ai prefetti e le proposte avanzate precedentemente ai dirigenti scolastici, come i doppi turni con entrata alle 8:00 e alle 10:00 più uscita alle 15:00, sono state invece accolte con contrarietà".

"Lo scaglionamento degli ingressi - ha elencato ancora Santoro - potrà creare solo problemi, mentre la soluzione potrebbe essere invece costituita dall'incremento dei bus, attraverso la convenzione con le piccole realtà private e il coinvolgimento delle Forze armate. Magari anche attivando la Protezione civile per garantire il distanziamento su marciapiedi e area di sosta. Se non si riuscirà a far partite la scuola a causa del trasporto pubblico locale - ha concluso - sarà un fallimento importante per la Regione Fvg e i problemi del Tpl ricadranno su studenti e scuole".

In sede preliminare sono intervenuti anche i consiglieri regionali Ilaria Dal Zovo (M5S), Luca Boschetti (Lega) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) che ha segnalato "la contrarietà dei dirigenti scolastici nei confronti del doppio turno con entrate falsate e il 100% delle presenze", consigliando "un 50% che eviterebbe anche il rischio di assembramenti" e ricordando "l'esigenza dei tamponi rapidi per gli insegnanti".

Tiziano Centis (Cittadini) ha invece chiesto indicazioni in merito "all'accordo con Atap Spa per ulteriori 30 pullman a rafforzare la flotta del Friuli Occidentale e consentire il trasporto in sicurezza", mentre Conficoni (Pd) ha ricordato come "in settembre, alla ripartenza dell'anno scolastico, l'impreparazione aveva lasciato a terra numerosi utenti. Se dovesse accadere di nuovo, sarebbe molto grave".

L'assessore Pizzimenti, nel corso della sua prima replica, ha ricordato che "a molte domande è già stata fornita risposta durante i lavori del Consiglio regionale. Ingiuste le accuse di non aver fatto niente da marzo in poi, soprattutto per il lavoro svolto dai miei collaboratori e da Tpl Scarl. Ho perso il numero delle riunioni archiviate e, benché io ammetta alcuni disservizi emersi in settembre, è anche vero che sono stati tutti risolti nel giro di pochi giorni. Quando si portano 30.000 persone in giro per la regione, alcuni casi si possono anche verificare: soprattutto - ha ribadito - quando tutto cambia di frequente in base ai vari Dpcm e non certo per volontà dell'assessore".

Nel marzo scorso era stata avviata una Cabina di regia per il Tpl composta, oltreché da assessore e direzione Infrastrutture, dalle aziende della Scarl Fvg e dai rappresentanti sindacali. Ora sono attesi anche quelli del comparto del noleggio con conducente (ncc). Al tavolo di lavoro, inoltre, si è in seguito aggiunta anche la dirigente scolastica regionale, fino a giungere agli incontri con le singole prefetture e i sindaci.

"Non più tardi di sabato - ha aggiunto Pizzimenti - cinque ministri hanno confermato in videoconferenza che non è stato ancora deciso definitivamente se l'entrata prevista sarà fissata al 75 o al 50%, perché a livello nazionale c'è una forte forte pressione per scendere al 50% e poi salire in modo graduale fino al 100%. Tutti i miei colleghi delle altre regioni hanno notevoli difficoltà nel gestire la situazione e, prima di incontrare i prefetti, abbiamo avuto svariati meeting con Scarl Fvg per approfondire le singole situazioni territoriali e realizzare un quadro completo che ci induce a ribadire che, anche e soprattutto per una questione di sicurezza, in alcune zone sarà necessario differenziare le entrate. Inoltre, insieme alla collega con delega all'Istruzione, Alessia Rosolen, abbiamo sempre escluso in partenza il doppio turno".

"I prefetti hanno detto chiaramente che il differimento di due ore potrà rivelarsi prezioso soprattutto in alcune aree, insieme al potenziamento dei mezzi. In alcune, come il Pordenonese, ma anche nel Tarvisiano e nella Bassa friulana, magari non servirà ma a Udine centro, per esempio, il provvedimento pare indispensabile. Il pagamento dei mezzi aggiuntivi - ha dettagliato l'assessore - avverrà con contributo statale, auspichiamo dopo il 7 gennaio, anche se ancora non sappiamo se direttamente alle aziende o attraverso le Regioni. Infine, esattamente come nessuno lo ha fatto a livello nazionale, anche noi non ci siamo rivolti alle Forze armate: intanto, perché i loro mezzi sono limitati, ma anche perché le risorse fornite dalle aziende ncc consentiranno di coprire tutte le esigenze".

"A oggi, la previsione è quella di ripartire con la presenza del 75% dei ragazzi e il riempimento dei bus al 50%. Il trasporto, da solo, non risolve tutto - ha concluso Pizzimenti - anche perché esistono criteri di sicurezza ai quali attenersi e la salute dei ragazzi va posta davanti a tutto". In sede di dibattito, ancora Santoro ha aggiunto che "dare tutta la colpa al Governo è strumentale e, in una Regione autonoma, non si può attribuire le responsabilità ad altri. Inoltre, mi preoccupa il fatto che nella Stabilità non ci sia una voce specifica legata al Covid-19 per affrontare questo problema". Il pentastellato Cristian Sergo ha altresì sottolineato che, "nonostante gli scenari possano ulteriormente mutare, nessun Ministero può valutare le scelte per le aree specifiche di ogni regione. Quindi, è necessario fare da soli e allargare il tema anche all'assessore Rosolen per tenere conto delle istanze delle scuole, come anche dei lavoratori del Tpl (paragonabili agli infermieri), degli studenti e delle famiglie. Tutti devono fare la loro parte".

Anche Moretti (Pd), definendo "inutile qualsiasi forma di scaricabarile" ma apprezzando "l'ammissione da parte dell'assessore delle sempre negate difficoltà avute in passato", ha ribadito il concetto che "la nostra Regione è autonoma e che, pur positivi, i soldi che arriveranno da Roma non devono costituire l'unica risorsa. Aggiungo anche sui mezzi di trasporto il virus circola più velocemente e, quindi, si tratta di un nodo forse anche più delicato rispetto la questione scolastica".

Il leghista Lorenzo Tosolini (Lega), infine, ha evidenziato che "a pagare di più sono soprattutto gli studenti più disagiati, spesso esclusi dalla didattica a distanza per questioni ambientali o logistiche. Rimanere nelle aule fino alle 16:00 o alle 17:00, inoltre, non deve costituire un problema, visto che gli istituti tecnici lo hanno sempre fatto soprattutto per le attività di laboratorio. Più complesso da gestire, invece, l'ingresso alle 8:00, soprattutto per i più giovani. La perdita di un altro anno scolastico sarebbe devastante anche per motivi sociali".