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directions_boatNavi da crociera a Venezia ma fuori dalla Laguna

Lo ha deciso il governo insieme al Comitato di coordinamento

Fincantieri

"Dal comitatone e dal governo è venuta un’indicazione chiara: le navi da crociera devono restare a Venezia, come home port, ma approdare fuori laguna. Per arrivare a questa prospettiva, senza perdere il traffico che riprenderà dopo il covid, servono delle soluzioni provvisorie con attracchi diffusi a Marghera". Lo sostiene al termine del Comitato di indirizzo, coordinamento e controllo per l’attuazione degli interventi previsti dalla Legge speciale per Venezia, il cosiddetto comitatone, il sottosegretario all’Economia e consigliere comunale di Venezia, Pier Paolo Baretta, che ha preso parte alla riunione in sostituzione del ministro Roberto Gualtieri.

"Il comitatone - spiega Baretta - ha adottato così una soluzione di equilibrio che salvaguarda i lavoratori e le imprese del porto, ma non rinuncia a una soluzione per il futuro che tutela anche la laguna e il suo fragile ecosistema. A differenza di quanto ha sostenuto il sindaco Luigi Brugnaro, che voleva lo scavo del canale Vittorio Emanuele e la soluzione finale a Marghera". Il comitatone, che a causa dell’emergenza covid si è svolto in modalità telematica, ha anche ripartito ai comuni i 40 milioni già previsti per la Legge speciale.

"Oltre alla ripartizione delle risorse già disponibili - prosegue il sottosegretario - il governo si è impegnato a incrementare, con il prossimo scostamento di bilancio questi fondi di ulteriori 40 milioni, verificando, al contempo, come finanziare quanto richiesto dallo stesso consiglio comunale di Venezia. Nonostante le esasperate polemiche, e le strumentali demagogie del Sindaco, che danneggiano la città, si è arrivati - spiega Baretta - a fare delle scelte che sono il primo passo per una diversa idea di città. Ora servono progetti all’altezza del recovery: dal completamento del Mose e dei marginamenti alle fognature e alla difesa del patrimonio della città d’acqua, dal rilancio economico delle isole (a partire da Burano, Murano e Pelleatrina), al polo industriale di Porto Marghera e commerciale di Mestre. Il futuro di Venezia - conclude Baretta - sta, come sempre nella sua storia, nell’equilibrio tra tutela e sviluppo".