info

cancel

directions_carIl desolante 2020 del mercato auto

L'anno chiude a quota 1.381.496 consegne, il 27,93% in meno rispetto al 2019

Bisogna andare indietro nel tempo, al quadriennio 2012-2015 per vedere un mercato dell'auto così al ribasso come quello del 2020. All'epoca furono immatricolate rispettivamente 1,39 milioni di auto (nel 2012), 1,30 milioni (2013), 1,35 milioni (2014) e 1,57 milioni di auto nel 2015. Nel 2020, con un mese di dicembre che ha fatto segnare 119.454 auto vendute, in calo del 14,95% rispetto al dicembre 2019, l'anno chiude a quota 1.381.496 consegne, il 27,93% in meno rispetto al 2019. Una caduta pesante dovuta alla pandemia e ai lockdown, contrastati solo in parte dalle misure a sostegno dell'acquisto di nuove auto in vigore nei mesi estivi.

I dati del mercato italiano per il futuro non sembrano particolarmente ottimistici. "Dopo il desolante risultato del 2020, con 565.000 automobili immatricolate in meno anche il 2021 si preannuncia come un’annata molto difficile e assolutamente incerta - spiega Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia - L’unico, modestissimo, segnale positivo nel comparto automotive, è stato l’incremento a 250 milioni di euro dei fondi destinati agli incentivi per le auto ecologiche ad alimentazione tradizionale (fino a 135 g/km di emissioni CO2). Sicuramente un passo in avanti rispetto al 2020, ma anche questa tranche di bonus è destinata a durare meno del limite prefissato al 30 giugno".

Con il calo del 2020, il fatturato delle immatricolazioni di autovetture in Italia, secondo le stime del Centro Studi Promotor, ha subito una contrazione di 12,17 miliardi rispetto al 2019, mentre il gettito iva è calato di 9,97 miliardi. È del tutto evidente che per il comparto dell’auto un’altra annata come il 2020 avrebbe effetti catastrofici: per evitarli sarebbe necessario rifinanziare gli incentivi già varati per il 2021 per le auto con alimentazione tradizionale (ed emissioni comunque contenute). Ma, se la pandemia non imporrà nuovi lockdown, gli incentivi potrebbero rimanere senza fondi già nel corso del primo semestre dell’anno.

"Il permanere della pandemia impone al settore dell’auto, come all’economia, di superare la logica degli interventi congiunturali volti a tamponare le falle per adottare provvedimenti di carattere strutturale volti a risolvere i problemi che già erano emersi con grande evidenza prima della pandemia e che la pandemia ha ulteriormente aggravato - spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor - Per quanto riguarda l’auto, la grande emergenza italiana prima della pandemia era avere il parco circolante più vecchio d’Europa con un forte impatto negativo, oltre che sull’ambiente, anche sulla sicurezza della circolazione, come emerge dai tassi di mortalità per incidente stradale". Quagliano fa riferimento ai 55 morti per milione di abitante nel 2019 in Italia, contro i 48 della Francia, i 37 della Germania e i 28 del Regno Unito.

All'orizzonte però ci sono i nuovi incentivi. "Il parlamento recepisce, in larga parte, quanto da noi auspicato e riconosce l’importanza degli incentivi pubblici per l’acquisto di autovetture nuove in sostituzione di mezzi fortemente inquinanti - sottolinea Michele Crisci, presidente dell'Unrae, associazione costruttori esteri - Si tratta di un investimento i cui benefici vanno a vantaggio dell’occupazione, dell’ambiente e di uno dei settori industriali che più contribuisce al pil del Paese. È un grande risultato per il quale abbiamo lavorato con convinzione in questi mesi, ottenendo l’approvazione unanime del parlamento che ha compreso la rilevanza economica del settore. Per noi è un passo avanti, dal quale bisogna partire per lavorare insieme ai decisori politici a una nuova stagione della mobilità".

In questo contesto il gruppo Fca, fresco di fusione con Psa, da solo ha immatricolato 331.120 auto in Italia nel 2020, il 26,76% in meno del 2019, con una quota di mercato del 23,97% a fronte del 23,58% del 2019 (+0,38%). A dicembre la immatricolazioni del gruppo sono state 31.369, in crescita dell'1,11% rispetto allo stesso mese del 2019. Sono 5 i modelli Fca nella top ten delle vetture più vendute dell'anno: Panda, Ypsilon, 500 e 500X nelle prime quattro posizioni e Renegade alla sesta. La Panda è la top seller del 2020 con quasi 110.000 immatricolazioni e una quota nel segmento A del 47,7%. Insieme con la 500 raggiunge una quota del 61,7%. A dicembre Volkswagen registra un aumento di oltre il 15%, Toyota del 30%. Hanno fatto bene anche Peugeot (+4,3%) e Opel (+8,7%). Per il 2021 molto dipenderà dall'andamento della pandemia, ma, secondo Quagliano, "non ci sono i margini per una stima ottimistica". Stessa musica da parte dei concessionari: il 49% di loro si aspetta immatricolazioni sui livelli del 2020.