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directions_carLa Toscana torna a scuola con più bus e nuovi tutor

4 milioni dalla Regione per 329 nuovi mezzi, 500 mila Euro per il progetto Ti accompagno

Urbeaero Urbeaero

Per l'Italia è un ritorno in classe a macchia di leopardo. Molte regioni hanno deciso di affidarsi, per le superiori, ancora alla didattica a distanza, mentre solo tre (Valle d'Aosta, Abruzzo e Toscana) sono determinate ad accogliere gli adolescenti già oggi, lunedì 11 gennaio. Gli studenti delle superiori della Toscana che tornano alla didattica in presenza al 50%, secondo le norme governative anti-covid, si troveranno di fronte ad alcune novità in tema di spostamenti. Il sistema di trasporto pubblico locale, infatti, coordinato dall’assessorato regionale ai Trasporti Stefano Baccelli attraverso il lavoro del comitato permanente regionale sul tpl con le sue dieci articolazioni provinciali, era pronto ad accogliere gli studenti già dal 7 gennaio, quando sono tornati in aula gli studenti delle medie inferiori, cioè le scuole secondarie di primo grado. Ma il vero banco di prova sarà quello di oggi.

"Abbiamo voluto garantire la sicurezza sia dentro i mezzi di trasporto, dove la responsabilità e la competenza erano nostre, che fuori, alle fermate o nelle aree vicine, dove non sarebbe stato compito della Regione - spiega l’assessore Baccelli - Solo la prova dei fatti potrà dimostrare se il nostro lavoro sarà stato sufficiente. Per questo abbiamo deciso di attivare un sistema di monitoraggio strettissimo, in collaborazione con Province, aziende di trasporto e Prefetture, con l’obiettivo di individuare subito le criticità, laddove si presentassero, ed intervenire subito, già dal giorno successivo, per porvi rimedio".

In dettaglio, il potenziamento ulteriore dei servizi passa dall'impiego di 329 nuovi autobus che vanno ad aggiungersi agli ordinari 2.949 mezzi in servizio in Toscana, con un incremento dell’11,2%, a fronte dell’incremento del 7,9% effettuato a settembre (233 bus in più). I nuovi bus sono stati così suddivisi: 47 nella città metropolitana di Firenze, 46 nella provincia di Arezzo, 40 nella provincia di Siena, 36 nella provincia di Grosseto, 35 nella provincia di Lucca, 32 in quella di Pisa, 31 in quella di Livorno, 24 nella provincia di Pistoia, 23 in quella di Prato e 15 in quella di Massa Carrara. Per questo piano la giunta regionale ha deliberato uno stanziamento di 4 milioni di Euro: in questo modo dovrebbero essere evitati gli affollamenti nelle ore di punta, così almeno secondo il piano dell'assessorato.

È previsto, inoltre, l’inserimento di 17 corse bus aggiuntive di supporto al servizio ferroviario regionale, in particolare: 5 sulla tratta Empoli-Siena, delle quali 3 al mattino e 2 per il rientro, 6 corse sulla tratta Firenze-Borgo San Lorenzo, delle quali 3 al mattino e 3 per il rientro, 4 corse sulla tratta Lucca-Aulla, delle quali 2 al mattino e 2 per il rientro, 2 corse sulla tratta Chiusi-Siena, delle quali una la mattina da Siena e l’altra al rientro da Asciano.

Poi ci sono i nuovi tutor. Il progetto si chiama Ti accompagno e serve a smistare gli studenti, e più in generale i passeggeri, sulle corse, evitando assembramenti alle fermate, soprattutto a quelle nei pressi di altrettanti istituti scolastici dove saranno presenti uno o più tutor. Si tratta di guardie giurate, personale di associazioni di volontariato o di cooperative sociali, figure variabili a seconda del progetto presentato dalla singola Provincia di riferimento. Queste persone gestiranno il flusso, informeranno gli studenti e chiunque sia presente alle fermate sui mezzi in arrivo, monitoreranno le possibili criticità in collaborazione con le forze dell’ordine e le polizie locali. Per questo progetto la Regione ha stanziato 500.000 Euro.

Il comitato permanente regionale sul tpl, che ha pensato, organizzato e gestito la ripartenza del sistema di trasporto scolastico, è stato istituito dal presidente delle Regione Eugenio Giani: è presieduto dall’assessore Baccelli e composto da rappresentanti della Regione Toscana, della città metropolitana e delle Province, dei Comuni capoluogo di Provincia, dalle aziende di trasporto pubblico e dall’Ufficio scolastico regionale, che ha coinvolto direttamente i dirigenti scolastici.