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Porti: Cassazione nega tasse su concessioni demaniali

Accolto ricorso scalo Palermo contro Agenzia delle Entrate

Una sentenza della Corte di Cassazione di recente ha stabilito che non sono tassabili i canoni delle concessioni delle banchine affidate dalle autorità portuali nel periodo precedente il 2021. È quanto emerge dalla sentenza numero 7239/2024 della Corte di Cassazione, depositata lo scorso il 21 marzo 2024: la concessione demaniale non è un mero canone di locazione in quanto concorre all'interesse pubblico ed è perciò svincolato da alcune tasse. 

I giudici hanno condiviso la tesi dell'avvocato Angelo Cuva che difendeva gli interessi del porto di Palermo, controllato dall'Autorità portuale del mare di Sicilia occidentale, presieduta da Pasqualino Monti. Il caso riguarda la richiesta per l'anno 2006, da parte dell'Agenzia delle Entrate, del pagamento complessivo (Ires, Irap, Iva, sanzioni, interessi) di oltre 600.000 Euro. Previsti anche accertamenti di importi più elevati in riferimento ad altre annualità. 

La Cassazione ha però stabilito che le concessioni sono attività che rientrano nell'ambito delle funzioni statali e sono perciò funzionali al corretto funzionamento delle aree degli scali marittimi. Le autorità portuali, in qualità di enti pubblici non economici, quando rilasciano una concessione demaniale e ne riscuotono i relativi canoni, svolgono una funzione meramente statale: perciò non si applica Iva ed Ires ai canoni delle concessioni demaniali marittime, trattandosi di attività istituzionali di tali enti.

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