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trainAccordo tra Comune di Nettuno e Fs per aree ferroviarie dismesse

Il tessuto urbano adiacente alla stazione sarà riqualificato

Ferrovie dello Stato Italiane

Avviare il processo di acquisizione e riqualificazione delle aree non più funzionali all’esercizio ferroviario di proprietà del Gruppo Ferrovie dello Stato: è quanto si prefigge il Protocollo d’Intesa siglato tra il Comune di Nettuno (provincia di Roma), Ferrovie dello Stato e le sue società RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e FS Sistemi Urbani. L’accordo, firmato dopo l’approvazione in una delle ultime sedute del Consiglio Comunale, prevede interventi da parte dell’Amministrazione su zone che oggi rappresentano una barriera di separazione nel tessuto urbano adiacente alla stazione ferroviaria di Nettuno. Si tratta di aree con una superficie complessiva di circa 48mila metri quadrati che interessano anche altre porzioni del territorio comunale destinate alla viabilità pubblica e la cui acquisizione definitiva è prevista entro il prossimo 31 dicembre. La stazione di Nettuno, a 60 chilometri da Roma, è capolinea della linea ferroviaria Campoleone-Nettuno. Nel 1940 prese la denominazione di Nettunia, per poi tornare al nome d'origine.

A partire da agosto 2018 la piazza subisce una riqualificazione che la rende più bella e accogliente per i turisti che scendono dal treno. La nuova piazza è dotata di panchine e fontanelle; inoltre è stata realizzata una rotonda con piante grasse. Nettuno è servita unicamente dalla relazione FL8 (Roma Termini-Nettuno), di cui costituisce il capolinea meridionale. Nettuno Progetto Comune, Patto per Nettuno, Insieme 2019 e il Partito Democratico si sono dette favorevoli all’acquisizione delle aree. Non mancano però i dubbi espressi da questi partiti, come si legge in una nota: "Il protocollo d’intesa predisposto, in modo del tutto anomalo, dalla Giunta comunale di Nettuno è privo di qualsivoglia accenno, anche generico, ai costi per la compravendita delle aree, al loro stato, alle loro potenzialità, ai costi di bonifica. Non è dato sapere cosa ci si potrà realizzare e chi dovrà realizzarlo, ma soprattutto non sono note le finalità pubbliche: chi gestirà le opere e i servizi pagati dai cittadini attraverso i bilanci dei prossimi decenni? Parliamo di milioni e milioni di euro. Non ci convince neanche la clausola che prevede di riconoscere un maggior valore alle Ferrovie in caso di aumento futuro del valore dell’area".