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Auto elettriche cinesi conquistano l'America Latina

Usa ed Europa impongono dazi commerciali sulle importazioni di Pechino

Aumentata in modo esponenziale negli ultimi mesi l’esportazione di veicoli elettrici cinesi nei Paesi dell'America Latina. In particolare in Brasile e Messico, dove i marchi automobilistici del Dragone hanno creato centri locali di ricerca e sviluppo, di produzione e di vendita. Secondo gli analisti del settore si tratta di una mossa commerciale che risponde all'aumento delle tariffe doganali negli Stati Uniti e nell'Unione europea. 

Il mercato latino-americano dimostra una relativa apertura alle importazioni di automobili e motocicli costruiti in Cina, nonché agli investimenti nella produzione locale di veicoli elettrici e di minerali critici. Tra questi ultimi il litio, fondamentale per la realizzazione delle batterie per auto, la cui estrazione è in forte espansione in tutti i giacimenti dell'America Latina. 

Il continente sud-americano rappresenta oggi uno sbocco privilegiato di fronte alle potenziali misure protezionistiche portate avanti negli Stati Uniti ed in Europa. Per questo motivo la Cina sta aumentando la capacità di penetrazione nel mercato latino-americano, esportando veicoli elettrici ed investendo nella produzione locale. 

Lo testimoniano i numeri: l’America Latina ha rappresentato una quota pari al 6,7% delle esportazioni totali di veicoli elettrici della Cina nel 2022, ma il valore delle vendite cinesi nella regione è più che raddoppiato nel 2023: ha raggiunto i 2,7 miliardi di dollari. Nonostante le misure protezionistiche in Europa e Stati Uniti, complessivamente le esportazioni cinesi sono aumentate del +102% su base annua dal 2021 al 2022, raggiungendo 630.000 veicoli.

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