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Transport press agency

directions_carCosì l'auto diventa una miniera di dati per le assicurazioni

Alleanza Swiss Re e Daimler

La rivoluzione in auto passa sempre più dalla connettività digitale. Saranno i computer di bordo, sempre più efficienti e con capacità sofisticate, a comunicare dati continui sulla vita e l'usura dei veicoli, sulle abitudini di guida a cui sono sottoposte e sui cicli di manutenzione ordinaria e straordinaria. Un patrimonio informativo immenso che, se soggetto a elaborazioni con algoritmi e tecnologie dei Big Data, può consentire a chi offre servizi di mobilità di studiare nel dettaglio i comportamenti di guida per predisporre offerte su misura per il cliente. Le aziende sono già in movimento su questo filone.

La compagnia assicurativa Swiss Re e la casa automobilistica Daimler hanno annunciato la creazione di una joint venture societaria che attingendo a una vasta gamma di informazioni generate da veicoli ad alta automazione aiuteranno gli assicuratori a calcolare il rischio da applicare al conducente. Le auto connesse, e che in un prossimo futuro avranno la conduzione autonoma (senza necessità del pilota umano) generano dati in tempo reale sui flussi di traffico nei quali si immettono, sui veicoli e il comportamento dei conducenti.

Le aziende si aspettano nuove opportunità di sviluppo per personalizzare i prodotti assicurativi automobilistici e quelli complessivamente collegati alla mobilità. Anche se uno dei problemi principali da risolvere resta quello della privacy dei dati generati. Accettare il trasferimento delle informazioni senza consenso da parte di chi utilizza il mezzo consente a chi li tratta di conoscere percorsi, abitudini e stili di vita delle persone. Una conoscenza invasiva alla quale ha cercato di rispondere anche l'Europa con le linee guida 1/2020 dell'European data protection board. Ma i dubbi e le criticità nonostante alcune indicazioni di massima sono ancora tutte sul tavolo.