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Transizione graduale per il rinnovo della flotta autobus

Sostenibilità garantita da un approccio bilanciato e investimenti progressivi

Lo studio del Politecnico di Milano, presentato in occasione dell’80° anniversario dell’Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori (Anav) a Monopoli, evidenzia come un cambiamento progressivo possa garantire risultati migliori per il rinnovo della flotta nazionale di autobus, favorendo l’impatto ambientale e la sostenibilità. Le simulazioni per il periodo 2024-2033 mostrano che questo approccio permetterebbe di rinnovare il 48% della flotta urbana, contro il 37% ottenibile con l'adozione esclusiva di autobus elettrici. Inoltre, garantirebbe una riduzione più significativa dell'età media dei mezzi, attualmente fissata a 9,5 anni per i mezzi urbani e 11,3 anni per quelli extraurbani.

Un esempio concreto arriva dalla Regione Puglia, che ha rinnovato l’85% dei mezzi più inquinanti grazie ai fondi del Pnrr, ai Fondi di coesione e al Programma operativo nazionale (Pon) . Sono stati acquistati 849 nuovi autobus, di cui 580 extraurbani e 269 urbani, consentendo la sostituzione dei vecchi veicoli Euro1, Euro2 ed Euro3. Questo ha permesso di rinnovare circa il 30% dell’intero parco autobus regionale, migliorando la qualità del trasporto e riducendo le emissioni.

Oltre al numero maggiore di autobus rinnovati, una transizione graduale offre vantaggi rispetto alle criticità attuali, come la carenza di infrastrutture di ricarica e la limitata disponibilità di veicoli elettrici sul mercato, specialmente per il trasporto extraurbano. Nicola Biscotti, presidente di Anav, ha sottolineato che il cambiamento graduale non comporta una perdita significativa in termini di riduzione delle emissioni climalteranti: una transizione rapida porterebbe le emissioni dallo 0,7% allo 0,6%, mentre quella graduale le ridurrebbe allo 0,65%, una differenza marginale ma con maggiori benefici operativi.

Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, ha ribadito l’importanza di evitare un cambio affrettato verso l’elettrico senza un’infrastruttura di ricarica adeguata. In alternativa l’adozione di autobus Euro6 con motori diesel evoluti rappresenta una soluzione temporanea per ridurre le emissioni e migliorare la qualità del trasporto. "Non si può convincere gli italiani ad abbandonare l’auto con autobus del 1998, ma con quelli del 2024 è molto più facile", ha commentato il presidente.

Per ottenere una mobilità sostenibile e moderna la parola chiave deve essere gradualità. Investire progressivamente in veicoli con alimentazioni alternative e rafforzare le infrastrutture garantirà un trasporto pubblico più efficiente e meno inquinante, senza rischiare blocchi operativi.

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