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Crisi del settore automotive: ripercussioni pesanti per le imprese della provincia di Pesaro e Urbino

Cna: "Programmazione e investimenti essenziali per la ripresa e la transizione sostenibile"

 La crisi che sta investendo il settore automotive colpisce duramente anche le attività economiche della provincia di Pesaro e Urbino, un territorio noto per la presenza di numerose realtà produttive che operano nella filiera dell'automobile, dalla fornitura di componenti alla manutenzione e autoriparazione. In provincia, infatti, si concentrano molte micro e piccole imprese specializzate in lavorazioni come carrozzeria, gommista, revisione, elettrauto, componentistica e ricambi.

Secondo la Confederazione nazionale dell'artigianato (Cna), la produzione locale è fortemente orientata alle microimprese: queste costituiscono oltre il 90% delle attività nelle carrozzerie e nell’autoriparazione, dove le imprese con meno di 10 dipendenti rappresentano quasi il 97% del totale, impiegando circa l’80% degli addetti e contribuendo per il 64,7% al fatturato complessivo del settore. Tale composizione del comparto riflette una dipendenza significativa da queste realtà, che svolgono anche un ruolo moltiplicatore per altri settori economici collegati, contribuendo per il 77,2% agli investimenti in beni materiali.

In risposta alla crisi, la Cna evidenzia la necessità di una pianificazione di lungo termine, articolata su diversi interventi che possano accompagnare le imprese locali verso una transizione sostenibile e resiliente. Le principali proposte della confederazione evidenziano la necessità di una programmazione attenta e di un approccio graduale alla transizione verso tecnologie sostenibili. Un aspetto centrale è l'incentivazione degli investimenti, utilizzando le risorse provenienti dalla tassazione sul carbonio, come i sistemi Ets e Cbam, per finanziare iniziative di sostegno all'intero settore. È inoltre cruciale sviluppare competenze aggiornate per il mercato della mobilità sostenibile, potenziando la formazione professionale per adattare le abilità esistenti alle nuove richieste del settore. Il miglioramento infrastrutturale rappresenta un ulteriore pilastro: una rete adeguata è fondamentale per sostenere la mobilità elettrica e ridurre le disomogeneità territoriali. A completare il quadro, la confederazione sottolinea l’importanza di incentivi che supportino sia la domanda che l’offerta, rendendo le tecnologie sostenibili più accessibili a un pubblico ampio. Infine, si invita a promuovere una trasparente collaborazione lungo la filiera, facilitando l’accesso delle imprese di autoriparazione alle informazioni tecniche dei produttori, essenziali per operare in linea con gli standard richiesti.

Infine la confederazione propone l’istituzione di un osservatorio permanente che coinvolga rappresentanti del settore per definire strategie e politiche adeguate, con l’obiettivo di accompagnare il comparto fino al 2035.

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