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Metalmeccanici. Divergenze sugli aumenti salariali: salta la trattativa

Nulla di fatto al tavolo di oggi: sindacati annunciano scioperi e assemblee

Le trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il settore metalmeccanico tra Federmeccanica-Assistal e i sindacati Fim, Fiom e Uilm sono arrivate a un punto di stallo. Dopo l'incontro di oggi, le parti non hanno trovato un accordo sul tema degli aumenti salariali, che rimane il principale ostacolo. In risposta, i sindacati hanno deciso di iniziare un percorso di mobilitazione che includerà assemblee in tutti i siti di lavoro e uno sciopero di 8 ore, che sarà organizzato a livello territoriale nelle prossime settimane. È previsto anche il blocco delle flessibilità lavorative e dello svolgimento di ore straordinarie. La situazione resta tesa, con le parti ancora distanti sulle questioni-chiave. 

I rappresentanti dei lavoratori richiedono un rialzo salariale di 280 euro al mese per i salari base del livello medio, distribuito su un triennio. Dall'altra parte, le organizzazioni dei datori di lavoro propongono di mantenere un incremento legato all'inflazione, seguendo l'indice Ipca-Nei, estendendo la durata del contratto a quattro anni. 

Secondo le stime correnti fornite dall'Istat, l'aggiustamento salariale al livello C3 in base all'indice Ipca Nei potrebbe arrivare a 173,37 euro lordi mensili nel quadriennio 2025-2028, con l'adeguamento finale da calcolarsi in base ai dati inflazionistici effettivi.

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