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Idrogeno verde: potenziale enorme, ma servono investimenti strutturali

D'Angelo (ErreDue): Strategia Nazionale sull’Idrogeno promettente, ma ostacolata da ritardi e limiti infrastrutturali

L'idrogeno verde è una risorsa con grandi potenzialità per l'Italia, sia come strumento di decarbonizzazione sia come leva per innovazione tecnologica e crescita economica. Tuttavia per trasformare queste promesse in realtà, il Paese deve affrontare sfide significative, come sottolinea Enrico D'Angelo, presidente di ErreDue, azienda toscana quotata su Euronext Growth Milan e specializzata nella produzione e purificazione on-site di gas tecnici, inclusi quelli a base di idrogeno.

In un’intervista a MF-Newswires, D’Angelo analizza il recente piano per la Strategia Nazionale sull’Idrogeno, presentato dal ministro dell’ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Il documento punta a consolidare il ruolo dell’Italia nella transizione energetica, con obiettivi in linea con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima al 2030 e il Net Zero al 2050.

Secondo D’Angelo, la strategia rappresenta un passo in avanti per il Governo, offrendo finalmente un quadro di riferimento per lo sviluppo di un settore cruciale. Tuttavia la sua efficacia sarà legata alla capacità del Paese di superare ostacoli tecnologici ed economici attraverso investimenti mirati, regolamentazioni adeguate e una roadmap strategica chiara. Il mercato italiano dell’idrogeno è ancora in una fase iniziale, ma non privo di segnali incoraggianti. Attualmente sono stati approvati 144 progetti per un valore complessivo di circa 2 miliardi di Euro, destinati a favorire l’utilizzo dell’idrogeno in settori strategici come l’industria e i trasporti. Nonostante ciò il cammino verso una filiera consolidata è rallentato da problemi burocratici, processi autorizzativi lenti e infrastrutture inadeguate per il trasporto e la distribuzione dell’idrogeno.

Ha sottolineato che per promuovere l’idrogeno su larga scala, è necessario un approccio integrato che combini investimenti pubblici e privati, politiche normative ambiziose e incentivi finanziari. Le reti di trasporto, ancora limitate, richiedono interventi significativi per supportare una diffusione capillare. Senza tali misure il costo dell’idrogeno rischia di rimanere troppo elevato rispetto ad altre fonti energetiche.

ErreDue che opera come uno dei principali attori nel mercato nazionale e internazionale, è già coinvolta in progetti sperimentali che potrebbero gettare le basi per la futura diffusione dell’idrogeno. L’azienda fornisce generatori di idrogeno a grandi player come Snam e prevede un’espansione significativa della propria capacità produttiva grazie alla realizzazione di un nuovo stabilimento. Attualmente i generatori di idrogeno rappresentano il 70% del fatturato aziendale, una quota destinata a crescere esponenzialmente con l’espansione del mercato.

D’Angelo ritiene che la prudenza mostrata nella definizione degli obiettivi nazionali sia una strategia appropriata per un settore ancora immaturo. Tuttavia un impegno più deciso potrebbe consentire all’Italia di sfruttare appieno il potenziale dell’idrogeno come pilastro della transizione energetica e come asset strategico per attrarre investitori e consolidare la competitività internazionale.

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