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Il mercato delle due ruote: crescita del 10,5% nel 2024

Ottimi risultati per moto, scooter e ciclomotori

Nel 2024 il mercato delle due ruote ha registrato un incremento del 10,5% rispetto all’anno precedente, con un totale di 373.313 veicoli immatricolati. Questo risultato positivo evidenzia la resilienza e la continua domanda, che si conferma solida nonostante il contesto internazionale incerto e le sfide geopolitiche.

Secondo Mariano Roman, presidente di Ancma, le due ruote a motore restano un pilastro importante della mobilità privata in Italia. Con oltre 166.000 moto, 186.000 scooter e 20.000 ciclomotori immatricolati, il settore ha ottenuto il miglior risultato dal 2010, segnando incrementi rispettivamente del 14,48%, 7,54% e 7,45%. Nonostante alcune difficoltà, i ciclomotori hanno chiuso positivamente, recuperando terreno nei mesi finali dell’anno.

Nel mese passato il mercato ha visto un'accelerazione, con un balzo complessivo delle immatricolazioni pari al 200,68%, grazie alla chiusura delle omologazioni Euro 5. Le moto hanno registrato una crescita del 283,13%, gli scooter hanno visto un aumento del 113,54% e i ciclomotori sono cresciuti del 247,05%. 

Anche il segmento dei quadricicli ha mostrato performance robuste, con un incremento del 28,10% rispetto al 2023, e un +82,40% a dicembre. Particolarmente positivo il risultato delle minicar elettriche, che hanno rappresentato il 65% delle vendite, con 13.285 unità vendute nel corso dell'anno.

Per quanto riguarda l’elettrico a due ruote, sebbene i numeri a dicembre siano stati incoraggianti (+21,78%), l’anno si è chiuso con una flessione complessiva del 16,08%, segnando 10.170 unità vendute. Tuttavia l'andamento degli ultimi mesi fa ben sperare in una possibile inversione di tendenza, con la domanda di veicoli a zero emissioni destinata a crescere nei prossimi anni.

Nonostante il 2024 si concluda con risultati positivi per il mercato delle due ruote, le previsioni per il 2025 restano incerte. La crescita delle vendite potrebbe rallentare, complicata da fattori economici sfavorevoli e da sfide derivanti dalla transizione ecologica e dalla regolamentazione europea sempre più stringente.

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