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directions_boatNautica. Per il porto di Cecina 40 milioni di Euro in debiti

La voce più pesante è l'esposizione verso i soci

Urbeaero Urbeaero

Un “mare” di debiti: la situazione finanziaria in cui versa il porto di Cecina, in provincia di Livorno, non è affatto rosea, visto che l’indebitamento ha ormai raggiunto i 40 milioni di Euro e la tempistica per il salvataggio si sta accorciando sempre di più. Si parla di circa sei mesi, altrimenti le prospettive potrebbero essere drammatiche. La linea che ha tracciato il consiglio di amministrazione e soprattutto il nuovo presidente, Emilio Salvadori, è molto chiara. Occorre evitare il fallimento e valutare le ipotesi principali per capire come proteggere i soci ed il personale. L’imperativo rimane sempre lo stesso. Non si deve in alcun modo gettare la spugna, rimanendo comunque consapevoli degli errori che si sono commessi in passato. La nautica italiana non versa in buone condizioni e quelle di Cecina sono addirittura peggiori. Lo scorso primo febbraio, il cda del porto toscano ha prestato istanza di concordato al Tribunale di Livorno, un passaggio che è diventato col tempo obbligatorio come non mai.

I documenti esaminati fino a questo momento hanno mostrato più di 6 milioni di Euro per quel che riguarda l’esposizione con gli istituti di credito, oltre ai tributi da pagare e soprattutto l’importo più massiccio in assoluto. Si sta parlando dei 16 milioni di Euro relativi all’esposizione con i soci del porto, per la precisione quelli che hanno effettuato la prenotazione del posto barca con il versamento degli acconti e delle caparre. Per queste persone l’ipotesi peggiore è che si rimanga con neanche un centesimo in mano, anche se non si devono trascurare le altre voci di questo bilancio tanto disastrato. In particolare, l’attenzione deve essere focalizzata sui debiti pregressi e sugli impegni con altre aziende, dettagli che fanno appunto lievitare il totale fino ai già citati 40 milioni, una cifra non certo semplice da sostenere e sopportare a lungo.