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directions_carMaserati torna a produrre motori a Modena

Non accadeva dal 1998: tutto pronto all'Engine Lab

Anas Anas

Ma siamo qui, a Modena: lo cantava a squarciagola Antonello Venditti nel lontano 1979 e possono ripeterlo con orgoglio i dipendenti emiliani del Gruppo automobilistico Maserati. A distanza di oltre due decenni, infatti, la compagnia produrrà internamente un motore per equipaggiare i suoi celebri modelli. Non accadeva dal 1998, una lunga attesa che è terminata grazie al nuovo propulsore Nettuno, con le linee di produzione che saranno impegnate a far uscire sei unità dello stesso. La vettura che beneficerà di questo ritorno al passato sarà la super-sportiva MC20. Il Made in Italy torna dunque a farsi spazio in questo ambito. Il motore a cui si sta facendo riferimento è un V6 bi-turbo per una potenza massima complessiva di 630 cavalli: sarò l’Engine Lab di Modena ad ospitare tutto questo lavoro, anche se bisogna tenere in debita considerazione il contributo del Molise. A Termoli (Campobasso) verranno fabbricati i basamenti da completare poi nel processo produttivo finale, all’insegna della precisione manuale e della digitalizzazione più moderna.

Per i pezzi complementari ci si fiderà ad un sistema computerizzato che è in grado di leggere i codici a barre ed identificare l’abbinamento più giusto per ogni situazione. Jonata Azzali, responsabile dell’Engine Lab di Maserati, ha così commentato questo momento così importante per il brand modenese: "Il motore Nettuno sfrutta tecnologie di derivazione della Formula 1, come la pre-camera e il sistema Twin Combustion, e le porta nella produzione di serie. Al momento la cadenza produttiva è di sei unità al giorno". La tecnologia relativa al propulsore potrebbe essere sfruttata per altri modelli, un’ipotesi che non si deve escludere a priori, nello specifico i veicoli che fanno parte del sodalizio Stellantis che si è appena costituito dopo la fusione di Fca e Psa.