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directions_carStop allo stop: le vecchie diesel Euro 4 possono circolare ancora

Rinviato al 1 gennaio 2020 il divieto nel bacino padano

Slitta al 1 gennaio 2021 il blocco delle auto con i vecchi motori diesel Euro 4 previsto nel Bacino Padano, cioè nell'area geografica compresa tra Alpi, Appennino settentrionale e Adriatico. Inizialmente programmato a partire dal primo di ottobre 2020, a causa dei problemi creati alle scelte adottate per fronteggiare l'emergenza sanitaria, lo stop partirà solo con il nuovo anno. In Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, dunque, i vecchi motori a gasolio potranno circolare per un trimestre in più. La decisione è stata presa in base ai risultati della conferenza del 16 settembre scorso dedicata all'inquinamento ambientale, cui hanno partecipato esponenti dei comuni e delle province che fanno parte dell'area padana.

"In particolare il riferimento è alla riduzione delle emissioni complessive rispetto all'ordinario dovuta al lockdown e al persistere dello stato di emergenza fino al 15 ottobre Inoltre vi è l'incertezza economica, i vincoli legati all'uso del trasporto locale e la persistenza dello smart working"

spiega l'assessore all'Ambiente della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo

Più in dettaglio, i motivi dello stop e del rinvio sono, da una parte, il lockdown imposto nei mesi scorsi che ha determinato un calo dell'inquinamento, dall'altra parte, un minor utilizzo dei trasporti pubblici, causato dal timore del contagio che sta spingendo molti lavoratori pendolari (e anche alcuni lavoratori residenti nelle città) a usare la propria auto per spostarsi. Allo scopo di compensare in qualche modo la proroga nell'utilizzo delle auto diesel Euro 4, soprattutto se venissero superate le soglie massime di inquinamento in autunno e in inverno, sono in programma alcune contromisure: sono allo studio, per esempio, degli incentivi che possano incoraggiare una gestione migliore degli impianti di riscaldamento degli edifici e un maggior ricorso allo smart-working.

Come fanno notare gli esperti, rimane il fatto che nel bacino padano la qualità dell'aria è sempre molto scarsa: le condizioni morfologiche e climatiche accentuano gli effetti provocati dall'alta concentrazione di traffico, dalle forti attività industriali e dalla densità della popolazione. Il risultato è che gli inquinanti ristagnano nell'aria, determinando altresí il costante superamento dei valori limite stabiliti dalle norme italiane e da quelle europee, soprattutto per quanto concerne le polveri sottili, il biossido di azoto, il biossido di zolfo, il monossido di carbonio, benzopireni e ozono.

Nonostante lo stop provvisorio dunque, il problema riguarda da vicino tutta l'area padana ed è talmente forte da obbligare le istituzioni, lockdown o no, a prendere decisioni drastiche al più presto.