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directions_cartraindirections_boatIl Porto di Genova si prepara al maquillage

Il presidente Signorini: "Accessibilità e investimenti green per uno scalo competitivo"

È il primo porto italiano, il sesto in Europa e il principale scalo per gli scambi commerciali Italia-Estremo Oriente, che coprono un terzo del traffico totale. Sono solo tre dei tanti atout che rendono evidente il ruolo strategico svolto dal Porto di Genova al servizio  dell’economia locale e di quella nazionale. Un porto che sta vivendo una fase estremamente delicata, di cambiamento: nonostante un calo pesante di traffici - si parla di un -25% alla fine di quest'anno così difficile - lo scalo si prepara ad affrontare i lavori per la nuova diga foranea (un miliardo di euro di investimento, 4 anni di lavori) che dovrebbe cambiarne, in meglio, i connotati.

"Accessibilità e green. Sono questi i due settori di investimento che ci prepariamo ad affrontare. Con la diga risolviamo il tema dell'accessibilità, sia nautica che a terra, in combinato con l'ultimo miglio stradale e ferroviario, necessari a rafforzare l’integrazione degli scali di Genova nella rete logistica e dei trasporti del Nord Italia. L'altro grande settore di investimento è il green, per un porto sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale"

spiega Paolo Emilio Signorini, presidente dell'Autorità portuale. L’implementazione del programma straordinario previsto dal Decreto Genova, permette di fare fronte ai fabbisogni del porto. Le misure disposte si focalizzano su tre obiettivi principali: potenziamento infrastrutturale e tecnologico, supporto all’organizzazione del processo portuale e logistico e, terzo, sostegno economico alle imprese della filiera di trasporto e logistica.

Tra gli interventi avviati e in fase di avvio, troviamo la nuova viabilità interna al bacino di Sampierdarena per i mezzi pesanti, la riqualificazione del collegamento ferroviario fra i terminal del porto storico e le tratte di adduzione al Terzo Valico, l'ampliamento del polo cantieristico di Fincantieri-Sestri Ponente, l’istituzione di una Zona Logistica Semplificata per creare condizioni favorevoli all’attrazione di nuovi investimenti nelle aree portuali e retro portuali per attività produttive e logistiche. 

Cosa cambierà dopo gli interventi che saranno finanziati col recovery fund o con fondi nazionali?

"Avremo un minore inquinamento acustico e ambientale in città, più merce sui treni che sulla gomma e sulle strade - sottolinea Signorini - Migliorare l'accessibilità nautica, poi, vuol dire avere meno emissioni acustiche e nell'atmosfera. Poi c'è la fondamentale separazione dei flussi, con cui finalmente il cittadino che viaggia in macchina percorre arterie diverse da quelle dei mezzi pesanti".