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directions_cardirections_boatEni chiude il 2020 con una perdita netta di 8 miliardi

Confermato il dividendo a 36 centesimi per azione

Fincantieri

Eni, decima compagnia petrolifera al mondo per fatturato e secondo gruppo italiano per valore di borsa, ha chiuso il 2020 con una perdita netta di 8 miliardi di Euro e un risultato netto adjusted in rosso di 740 milioni di Euro contro profitti per quasi 3 miliardi che avevano caratterizzato il 2019. L’ultimo trimestre dell’anno si è però caratterizzato per un risultato migliore delle attese: il consiglio di amministrazione, che approva i dati, infatti comunica che la perdita netta è stata di 725 milioni nel quarto trimestre mentre per l'adjusted c'è stato un ritorno in utile a 66 milioni. Eni ha confermato il dividendo 2020, in distribuzione nei prossimi mesi, a 36 centesimi per azione, di cui 12 centesimi versati in sede di acconto a settembre 2020: una buona fetta finirà nelle casse del Tesoro, azionista del gruppo al 30%. La proposta del cda verrà sottoposta all'assemblea degli azionisti che si riunirà il 12 maggio.

L’anno è stato difficile per tutti i big del settore con consumi in drastico calo a causa della pandemia e prezzi del greggio sotto i 40 dollari al barile per buona parte dell’anno. Per quanto riguarda Eni, la produzione di greggio è stata di 1,7 milioni di barili al giorno, il 7% in meno del 2019, in linea con la guidance ridefinita a seguito dello scoppio della pandemia. Nell'ultimo trimestre la produzione è stata pari a 1,71 milioni di boe al giorno (-11% rispetto al periodo di confronto).

"Nell’anno più difficile nella storia dell’industria energetica, Eni ha dato prova di grande forza e flessibilità, rispondendo con prontezza allo straordinario contesto di crisi e progredendo nel processo irreversibile di transizione energetica - spiega l’ad di Eni Claudio Descalzi - In pochi mesi abbiamo rivisto il nostro programma di spesa e minimizzato l’impatto sulla cassa della caduta del prezzo del greggio, aumentato la nostra liquidità e difeso la nostra solidità patrimoniale. I risultati del quarto trimestre, con un prezzo del Brent a 44 dollari al barile sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente, superano le aspettative del mercato a livello di utile operativo ed utile netto, e confermano la generazione di cassa operativa e l’efficacia della nostra azione di risposta alla crisi", aggiunge Descalzi.

"Abbiamo posto le basi per una forte accelerazione delle rinnovabili con l'ingresso in due mercati strategici: gli Usa e l'eolico offshore del Mare del Nord, con la partecipazione al progetto Dogger Bank in UK che sarà il più grande al mondo nel suo genere", conclude Descalzi.