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Mit prepara il nuovo riparto dei fondi per i ponti del Po

Enti locali sotto pressione: scadenze ed osservazioni tecniche rallentano i cantieri

Presto arriverà il provvedimento che riorganizza la distribuzione delle risorse destinate a province e città metropolitane del bacino del Po per la realizzazione di nuovi ponti e la manutenzione di quelli esistenti. Lo rende noto il deputato Paola Boscaini (FI), dopo la risposta del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ad un’interrogazione firmata insieme ai colleghi Cortellazzo e Mazzetti. 

La questione affonda le radici nella legge del 2018 che ha istituito un fondo di 50 milioni annui, operativo dal 2019 al 2023, riservato proprio agli enti del bacino del Po per interventi di messa in sicurezza e nuove opere viarie. Per ragioni operative ed amministrative i termini per l’aggiudicazione sono stati prorogati più volte; il decreto n. 202 del 2024 ha introdotto la possibilità di utilizzare quelle risorse anche per nuovi stanziamenti a condizione che gli appalti fossero affidati entro la fine del 2025. I progetti locali, tuttavia, hanno vissuto un clima di incertezza: molti enti non sanno se gli anticipi spesi saranno riammessi e sono compressi da scadenze stringenti per l’aggiudicazione. 

Dal Mit arriva ora una nota rassicurante: dopo il confronto con gli enti beneficiari è stato predisposto un nuovo schema di decreto che ridefinisce il riparto delle somme. Il ministero dell’Economia ha trasmesso osservazioni lunedì scorso; il Mit è al lavoro per recepirle e completare gli adempimenti in vista della firma. "Ora serve accelerare e fare chiarezza" commenta Boscaini, "quelle risorse sono essenziali per la sicurezza e la connessione delle comunità del bacino del Po".

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