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Bonelli: 3,8 miliardi Fsc bloccati, si riprogrammino per il Sud

Corte dei Conti non ha dato il via libera: emendamenti per opere locali e sicurezza idrica

Secondo Angelo Bonelli, deputato di AVs e co-portavoce di Europa Verde, la mancata registrazione da parte della Corte dei conti della delibera Cipess ha di fatto prosciugato una parte consistente delle risorse annunciate per il Ponte sullo Stretto. Dal pacchetto di 13,5 miliardi previsto nella legge di bilancio 2023 verrebbero a mancare 3,8 miliardi riconducibili ai Fondi per lo sviluppo e la coesione (Fsc). Bonelli richiama la normativa — articolo 1, comma 528, lettera c) della legge 30 dicembre 2024, n. 207 — secondo la quale l’assenza della registrazione obbligatoria determina l’impossibilità di assegnare quei fondi e di definirne le modalità d’uso. Si tratta, sottolinea, di risorse che per legge devono essere destinate a ridurre squilibri territoriali ed a sostenere lo sviluppo economico e sociale di Sicilia e Calabria: non possono dunque essere dirottate sul progetto del Ponte fintanto che manca il via libera formale. 

Nella nota il deputato accusa l’Esecutivo di aver creato aspettative su stanziamenti che, in realtà, non risultano disponibili, evocando una prevalenza della propaganda rispetto al rispetto delle regole ed alla concretezza delle decisioni. Per rimediare, il deputato annuncia la presentazione di emendamenti alla legge di bilancio finalizzati a riallocare quei 3,8 miliardi sul territorio, destinandoli ad interventi prioritari come scuole, trasporti locali, opere di messa in sicurezza del territorio ed ammodernamento delle reti idriche. Il richiamo è chiaro: se l’obiettivo politico è la coesione e lo sviluppo del Mezzogiorno, le risorse vincolate dai regolamenti non possono essere impiegate senza il necessario percorso amministrativo e senza il rispetto delle finalità originarie.

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