La petroliera Marinera, bloccata dalle forze statunitensi per presunte violazioni delle sanzioni sul greggio venezuelano, trasportava un equipaggio di 28 persone: 20 ucraini, 6 georgiani (tra cui il comandante) e due russi. Secondo fonti russe, l’unità era stata inizialmente noleggiata da un commerciante privato sotto bandiera della Guyana; in un secondo tempo, dopo un cambio di nome ed una deviazione della rotta verso l’Atlantico, il comandante del porto di Sochi avrebbe consentito una temporanea esposizione della bandiera russa.
Il comando europeo degli Stati Uniti ha confermato il sequestro dell’imbarcazione, avvenuto al termine di oltre due settimane di inseguimento ed interdizione marittima, in un’operazione condotta in coordinamento con il dipartimento di giustizia, il Department of Homeland Security e il Pentagono. Washington sostiene che la Marinera non fosse autorizzata a battersi sotto la bandiera guyanese, circostanza che solleva questioni tipiche delle pratiche di “reflagging” e delle responsabilità dello Stato di bandiera. Il ministero degli esteri russo ha annunciato che seguirà la tutela dei due cittadini russi imbarcati. L’azione rientra nel più ampio dispositivo statunitense di contrasto alle esportazioni petrolifere venezuelane, come ribadito dal segretario alla difesa Pete Hegseth. Parallelamente, il comando sud degli Stati Uniti ha reso noto il sequestro di una seconda nave, la Sophia, nel Mar dei Caraibi, a sottolineare l’intensificazione dei controlli e delle attività di interdizione in quell’area.