Sinopec Group e China National Aviation Fuel Group (Cnaf) hanno avviato una riorganizzazione societaria che potrebbe concludersi con una fusione, ha reso noto la Sasac, l’ente statale che sovrintende alle imprese pubbliche. Il piano, già autorizzato dal Consiglio di Stato, rientra nelle direttrici del nuovo programma economico nazionale 2026–2030, che punta a consolidare i settori energetici ed industriali ritenuti sensibili per la sicurezza nazionale.
L’operazione mira ad integrare capacità di raffinazione, logistica ed approvvigionamento carburanti per rafforzare la presenza di Sinopec nel segmento del jet fuel e nei combustibili sostenibili per l’aviazione (Saf, Sustainable Aviation Fuel). Secondo la società di ricerca Citi, questa mossa potrebbe compensare il trend strutturale di contrazione della domanda domestica di benzina e gasolio, diversificando i ricavi verso prodotti a maggior valore aggiunto e mercati con dinamiche di crescita differenti.
Dal punto di vista operativo, una potenziale fusione favorirebbe sinergie lungo la catena di fornitura carburanti —dalla produzione alla distribuzione aeroportuale— e potrebbe accelerare l’adozione di miscele Saf nelle reti di rifornimento avio. Resta da definire il quadro normativo, la governance post-aggregazione e l’impatto sui contratti internazionali di fornitura e sulle infrastrutture logistiche esistenti. La mossa riflette la strategia governativa di rafforzare soggetti nazionali chiave per garantire resilienza energetica e continuità operativa nei segmenti critici dell’economia.