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Sentenza e caos politico rallentano il rilancio del porto di Taranto

Traffico -17% nel 2024, container -60% e tensioni su gestione Yilport e hub per energie pulite

Nuovo sussulto nelle nomine delle Autorità di sistema portuale. Dopo le dimissioni estive di Antonio Gurrieri, travolto da un’indagine per riciclaggio, ieri è arrivata per Giovanni Gugliotti — presidente del porto di Taranto nominato a novembre — una pena di un anno e otto mesi per calunnia e falso giuramento. Secondo l’accusa, il manager avrebbe firmato con diversi pseudonimi (tra cui “Pippi Malandrino” ed “Ernesto Calabrese”) una serie di denunce inoltrate alla Procura di Taranto, volte a incolpare avversari politici di Castellaneta, città di cui è stato sindaco. Le missive, una decina, riguardavano circa quaranta persone, tra cui l’ex presidente del consiglio comunale Maurizio Cristini; il pubblico ministero ha ritenuto i contenuti infondati e aveva già chiuso le indagini nell’ottobre scorso. Gugliotti, avvocato con esperienza amministrativa (ex sindaco, presidente della Provincia, funzionario INPS e componente del Consiglio superiore dei lavori pubblici), era stato scelto in quota Lega con l’avallo dell’allora governatore Michele Emiliano. La sua nomina suscitò perplessità in commissione Trasporti per la limitata esperienza operativa portuale, difesa dal diretto richiamo al possesso di patente nautica. Lo scalo di Taranto attraversa una crisi strutturale: l’uscita di Evergreen e le difficoltà dell’ex terminal container hanno lasciato un’eredità pesante. A fine 2024 il porto ha movimentato 12,1 milioni di tonnellate (-17% su base annua), ben lontano dai 27,8 milioni del 2014 e dai 43,5 milioni del 2004; i container sono scesi a poco più di 16.000 (-60,3% anno su anno; 763.000 due decenni fa). Le rinfuse solide risultano dimezzate rispetto a dieci anni fa. Critiche ricadono anche sulla gestione del subentrante operatore Yilport e sul mancato sviluppo del ruolo di hub per le energie pulite. In un contesto così fragile, le tensioni politiche e giudiziarie ostacolano il necessario progetto di rilancio dello scalo ionico.

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