"Prima di affrontare qualunque dibattito sulla proroga del rigassificatore di Piombino, chiedo l’apertura di un tavolo chiarificatore sulle opere di mitigazione promesse e mai attuate": è la richiesta rivolta dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Il governatore ricorda che, al momento dell’autorizzazione, erano previste misure precise per ridurre l’impatto dell’impianto: la realizzazione di un parco di energie rinnovabili nell’area industriale ed un investimento di circa 140 milioni per il potenziamento delle infrastrutture portuali, con l’obiettivo di rendere la banchina compatibile sia con la presenza di una nave di rigassificazione (Fsru) sia con le attività siderurgiche.
Il presidente sottolinea che, nel quadro degli accordi di programma con Jindal e Metinvest per la reindustrializzazione del polo ferrometallurgico, la banchina deve prioritariamente servire le esigenze della filiera siderurgica. Secondo Giani, nessuna delle opere concordate —da quelle di adattamento del molo alla previsione di agevolazioni energetiche (anche con sconti fino al 50% sulle bollette per determinate utenze) —è stata effettivamente realizzata. Prima di valutare eventuali proroghe, -continua-, Regione vuole conoscere dal ministero e da Snam le ragioni per cui non si è proceduto con gli interventi di mitigazione: dalla modifica della capacità e profondità dei fondali per nuove banchine, alle misure per garantire la coesistenza operativa ed ambientale tra traffico portuale, Fsru ed attività siderurgiche. Solo dopo aver chiarito questi punti la Regione potrà prendere posizione sul futuro dell’impianto.