Dopo un 2025 contrassegnato da aumenti diffusi per chi possiede un veicolo, Federcarrozzieri segnala voci di costo che hanno inciso sul bilancio degli automobilisti. In dettaglio, nel corso dell’anno si sono rilevati incrementi del 1,6% per gli affitti di box e posti auto, del 2,4% per le tariffe di sosta, e dell’1,3% sui pedaggi. Il noleggio di mezzi ed i servizi di car-sharing sono lievitati del 5%, mentre le polizze che coprono i veicoli hanno registrato un rincaro medio del 5,3% rispetto al 2024. Non tutto però è salito: la spesa per i rifornimenti di gasolio è scesa del 3,5% su base annua ed il pieno di benzina nel 2025 è risultato mediamente più economico del 4,6%.
L’avvio del 2026 non ha portato sollievo. Dal primo gennaio sono entrati in vigore nuovi aumenti: i pedaggi autostradali sono stati aggiornati in media del +1,5% e sono state incrementate le accise sul gasolio. Anche alcune classi di polizze —in particolare l’assistenza stradale e le coperture per infortuni del conducente— hanno subito rialzi significativi. A livello territoriale, diverse Regioni hanno rivisto il bollo auto, con adeguamenti che in certi casi si avvicinano al +10%.
Il presidente Davide Galli osserva come, nonostante fluttuazioni favorevoli sui carburanti nel 2025, la sommatoria degli aumenti su tariffe, tasse ed assicurazioni sta comprimendo il costo complessivo di possesso e uso del veicolo per gli italiani, ponendo nuove sfide per la pianificazione dei costi nel settore.