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Marocco punta a diventare hub globale dell'idrogeno verde

Quattro porti strategici, stoccaggio ed ambizioni Ocp per rifornire l'Europa a costi competitivi

Il Marocco sta emergendo come attore chiave nella produzione e nell’export di idrogeno verde, sfruttando abbondanti risorse solari ed eoliche e porti strategicamente posizionati, secondo una valutazione della Banca mondiale rilanciata da 360°. Lo studio prefigura esportazioni comprese tra 0,3 e 0,65 Mt/anno già nel 2030, con un potenziale che potrebbe salire a 3,4–9,5 Mt/anno entro il 2050. 

Oltre all’export, l’idrogeno verde è visto come vettore per decarbonizzare domanda interna, in particolare trasporti pesanti ed industria chimica. Quattro infrastrutture portuali costituiscono l’ossatura della strategia: Tanger Med, Mohammedia, Jorf Lasfar ed un futuro scalo nell’area di Tan‑Tan. La loro complementarità permette di integrare produzione, capacità di stoccaggio e logistica di esportazione: Tanger Med può svilupparsi come hub di bunkering per carburanti marittimi a basse emissioni lungo rotte ad alto traffico; Jorf Lasfar, già fulcro industriale per Ocp, è idoneo a convertire idrogeno in ammoniaca verde per i fertilizzanti; Mohammedia offre soluzioni di stoccaggio geologico tramite cavità saline; Tan‑Tan garantisce condizioni di risorse rinnovabili favorevoli a costi di produzione molto bassi orientati all’export. 

Sul fronte economico, l’Iea stima costi di produzione marocchini nell’intorno di 1,5–2,5 $/kg entro il 2050, con scenari più aggressivi che arrivano a 0,6–1,3 $/kg. Questo posizionamento coincide con una domanda europea in rapida crescita (REPowerEU punta ad oltre 10 Mt/anno di importazioni entro il 2030). Intanto Ocp ha annunciato ambizioni industriali significative: 1 Mt di ammoniaca verde entro il 2027 e 3 Mt entro il 2032, a conferma del ruolo strategico che l’idrogeno verde può giocare nella transizione energetica e nella competitività industriale del Regno.

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