Dopo il tragico deragliamento del tram 9 del 27 febbraio, con due vittime (vedi Mobilità.news), Milano ha registrato una serie di altri episodi che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza della rete tramviaria. Negli ultimi giorni si sono verificati altri due deragliamenti: l’9 marzo a Rozzano ed il giorno precedente alla curva tra via Galvani e via Filzi. A questi si è aggiunto un principio di incendio su un convoglio della linea 27 in via Marco Bruto, periferia ovest della città (vedi Mobilita.news).
Le cause sono state esaminate dalle commissioni comunali Controllo Enti Partecipati e Mobilità, Ambiente, Verde ed Animali, durante un’audizione con l’amministratore delegato di Atm, Alberto Zorzan. L'ad ha sottolineato che gli eventi non hanno una causa comune: il deragliamento di Rozzano sarebbe dipeso dalla rottura di una boccola, mentre la fiammata del 27 febbraio sarebbe stata generata da un fusibile soggetto ad un anomalo assorbimento di corrente, non necessariamente riconducibile ad un guasto meccanico. Per quell’episodio ha inoltre precisato che non si sono registrati contusi o persone ferite a seguito della fiammata sul mezzo coinvolto.
Sui temi della manutenzione e degli investimenti, Zorzan ha fornito dati: 442 milioni di Euro spesi negli ultimi dieci anni per flotte ed infrastrutture, con 52 milioni erogati nel 2025; l’indice di guasto è stato riportato a 24,7 guasti ogni 100.000 km, segnando una diminuzione del 13% rispetto al 2024. Infine, la discussione si è estesa ai tram bidirezionali (tramlink), dopo che il T9 coinvolto nel deragliamento aveva suscitato richieste di sospensione dai comitati cittadini. Il ceo ha difeso la scelta tecnologica ricordando la diffusione europea del veicolo bidirezionale —citando l’Uitp— ed osservando che la costruzione di anelli di inversione rimanda ad una logica superata, con impatti su rumorosità, usura e gestione del ferro rotabile.