Amt3 ha chiesto alla Provincia di poter avviare la rete filoviaria “a stralci”: il primo tratto operativo, quello meridionale tra la Genovesa e lo Stadio passando per Porta Nuova, potrebbe quindi accogliere filobus con passeggeri anche prima del completamento dei grandi parcheggi scambiatori di Ca' di Cozzi e San Michele. Il periodo di prova dei nuovi mezzi è programmato per maggio; ultimata la fase di collaudo, i primi servizi con utenti a bordo sono attesi entro fine anno.
La richiesta formale di Amt3 motiva la soluzione per consentire l’attivazione parziale della rete sfruttando i parcheggi già disponibili sul percorso meridionale: oltre alla Genovesa risultano pronti i terminali vicino allo Stadio ed il parcheggio di Piazzale Scuro in Borgo Roma.
Per questo primo stralcio non sarebbero indispensabili i poli di San Michele e Ca' di Cozzi, previsti invece per i collegamenti verso Borgo Trento e Verona Est. Lo studio allegato alla domanda individua le tratte che si intende aprire: la linea iB (Porta Nuova–Stadio via Fra' Giocondo), la 2A (Porta Nuova–Piazzale Scuro, Borgo Roma) e la 2B (Porta Nuova–Parcheggio Genovesa). Il nuovo materiale rotabile resterà sotto la gestione di Amt3, ma dovrà essere inserito nel più ampio bando per la concessione del servizio urbano e provinciale.
Proprio sul bando si concentra la controversia politica-amministrativa: c’è chi invoca un unico lotto integrato per città e provincia e chi, invece, sostiene la separazione in due lotti. L’europarlamentare Flavio Tosi (Forza Italia) ha scritto al presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Nicola Zaccheo, chiedendo dati su quante province abbiano adottato la divisione in due lotti ed in quali casi l’Autorità si sia espressa favorevolmente. Secondo Tosi la scissione, ipotizzata dagli uffici provinciali veronesi, penalizzerebbe Atv e ridurrebbe le economie di scala a danno degli utenti.