Per far fronte alla carenza di carburante attribuita alle ripercussioni della guerra in Medio Oriente, il ministero del commercio etiope ha disposto misure di priorità nelle stazioni di servizio: da oggi verrà favorito il rifornimento per veicoli che trasportano beni essenziali, per i trattori impiegati nella modernizzazione agricola e per i mezzi del trasporto pubblico. L’obiettivo dichiarato è preservare la catena logistica dei beni di prima necessità e mantenere la mobilità collettiva nei centri urbani. Le autorità di Addis Abeba segnalano una contrazione significativa della fornitura giornaliera di gasolio, scesa da 9,2 a 4,5 milioni di litri a causa della guerra e dell’instabilità regionale. Di conseguenza si raccomanda alla popolazione un uso più parsimonioso del carburante: priorità agli spostamenti a piedi, incremento dell’uso del trasporto pubblico e promozione delle fonti rinnovabili.
L’Etiopia —circa 130 milioni di abitanti, seconda popolazione del continente— porta avanti da anni politiche per la trazione elettrica, ma il parco circolante elettrico rappresentava solo il 7% alla fine del 2025, secondo il ministero dei trasporti. L’aumento recente dei prezzi della benzina ha ulteriormente gravato sui bilanci delle famiglie, già sotto pressione per un’inflazione annua vicino al 10% ed una quota della popolazione stimata intorno al 40% al di sotto della soglia di povertà. Le misure sono mirate a mitigare il rischio di interruzioni nelle filiere essenziali; resta però cruciale accelerare investimenti in infrastrutture di rifornimento alternative e nella transizione energetica per aumentare la resilienza del sistema di mobilità nazionale.