È ripreso oggi a Larissa (Grecia) il processo per la tragedia ferroviaria di Tempe del 2023, in cui persero la vita 57 persone. La prima udienza, iniziata il 23 marzo, era stata però sospesa dopo le proteste dei parenti delle vittime, che denunciarono condizioni logistiche inadeguate per seguire il dibattimento. Poiché il palazzo di giustizia non disponeva di una sala idonea ad accogliere i numerosi partecipanti —il fascicolo prevede oltre 300 testimoni— era stata allestita una sala nel centro congressi dell’università della Tessaglia. I familiari hanno però contestato l’organizzazione: troppa ressa, aria irrespirabile e posti insufficienti, con alcuni costretti perfino a sedersi sul banco degli imputati. In risposta alle rimostranze, per l’udienza odierna sono stati approntati una nuova aula ed uno spazio aggiuntivo dotato di schermi per consentire la visione del processo; la capienza complessiva è stata stimata in circa 200 posti. I media greci riferiscono che la seduta di oggi sarà principalmente dedicata alla presentazione formale dei legali coinvolti nel procedimento.
L’incidente, avvenuto il 28 febbraio 2023, rappresenta il più grave deragliamento nella storia moderna della Grecia: un Intercity in viaggio da Atene a Salonicco si scontrò di notte con un treno-merci diretto in senso opposto. L’indirizzamento dell’Intercity sul binario sbagliato è stato attribuito ad un errore umano del capostazione, ma la rabbia pubblica è esplosa soprattutto perché sulla linea non erano funzionanti i sistemi di segnalamento ed il controllo remoto del traffico che avrebbero potuto prevenire la collisione.