Nicola Zaccheo, presidente e l'Autorità di regolazione dei trasporti (Art) hanno rimesso al centro il dossier tariffe per il Ponte sullo Stretto con un parere che, pur non entrando nel merito dell’opera, conferma in questa fase la sostanziale tenuta del Piano economico-finanziario predisposto da Stretto di Messina e dal Mit. L’impostazione viene ritenuta adeguata nell’attuale fase di avvio, ma l’Autorità chiede presìdi più robusti ed un controllo costante sull’evoluzione del progetto.
Il documento, articolato in 19 pagine, arriva dopo che la mancata acquisizione di questo passaggio era stata tra i rilievi della Corte dei conti nei confronti del Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile). Proprio su questo punto l’amministratore delegato della SpA, Pietro Ciucci, ha parlato di "un importante passo avanti, un altro step compiuto, in vista della nuova delibera Cipess che speriamo possa essere pronta entro giugno. Attendiamo ora l’altro parere, quello del Consiglio superiore dei lavori pubblici".
Nelle conclusioni, Art osserva che il piano "non può essere considerato uno strumento statico" e che deve essere accompagnato da un sistema di monitoraggio strutturato, capace di verificare nel tempo la coerenza tra avanzamento dell’opera, costi effettivi, previsioni di traffico, assetto delle componenti stradale e ferroviaria e ripartizione dei rischi. L’Autorità richiama anche la necessità di evitare che gli aggiornamenti si traducano in un meccanismo automatico e acritico di riallineamento delle condizioni economiche della concessione.
La valutazione, precisano all'Autorità di regolazione dei trasporti, riguarda esclusivamente gli aspetti di propria competenza e non costituisce un giudizio sul progetto del Ponte. Restano tuttavia centrali, per l’Autorità, la specificità assoluta dell’oggetto della concessione e la sua unicità, unite alla complessità tecnica, economica e finanziaria dell’opera. Da qui l’indicazione a mantenere fermo il contenimento dei costi per l’utenza, a preservare l’equilibrio economico-finanziario e a garantire una corretta traslazione del rischio.
Il monitoraggio, secondo Art, dovrà accompagnare non solo progettazione e costruzione, ma anche la fase di esercizio. L’obiettivo è intercettare con tempestività eventuali scostamenti rispetto alle ipotesi iniziali e consentire le correzioni necessarie, in nome di trasparenza, responsabilità e tutela dell’equilibrio complessivo della concessione. Quando dovesse emergere la necessità di riequilibrare il Pef, l’Autorità raccomanda di prevedere nella Convenzione l’acquisizione di un proprio parere ai fini della successiva valutazione in sede Cipess.
Sul fronte tariffario, il piano prevede una media per veicolo pari a 27,43 Euro all’entrata in esercizio dell’opera, indicata per il 2034, con una progressione fino a 48,71 Euro nel 2063 e un incremento medio annuo del 2%. Su questo punto il parere richiama l’esigenza che il sistema resti coerente con i principi di sostenibilità tariffaria, tutela dell’utenza e corretta allocazione dei rischi.
L’ultima osservazione riguarda la possibile definizione di un sistema tariffario specifico per la fase di esercizio, che potrà essere valutata più avanti, in prossimità dell’entrata in operatività dell’opera, quando saranno più chiari costi, volumi di traffico, investimenti complementari, assetto delle componenti stradale e ferroviaria e quadro dei rischi effettivamente rilevanti ai fini della determinazione tariffaria.